Precipitò dalle scale e morì dopo lite con il compagno, i parenti contro l’archiviazione: “Non fu incidente”

I familiari di Evelinndel Moori Chamorro, la donna peruviana di 30 anni morta a settembre dopo essere caduta dal sesto piano nella tromba delle scale dell'edificio dove viveva, nel quartiere San Martino, a Genova, si sono opposti alla richiesta di archiviazione del pubblico ministero Giuseppe Longo.
La donna era precipitata dopo avere litigato con il compagno, Marlo Stephano V. C., di due anni più grande. Longo ha chiesto l'archiviazione dopo che dalle indagini non sarebbe emersa la responsabilità di terzi.
I parenti delle 30enne, assistiti dall'avvocato Paolo Costa, sono invece convinti che sia necessario indagare ancora perché non si sarebbe trattato di un incidente.
La giudice Elisa Campagna ha fissato la prossima udienza per il 17 aprile per valutare se archiviare il caso o disporre ulteriori accertamenti.
Il 32enne era stato indagato per omicidio preterintenzionale. Lui si è sempre difeso, tramite gli avvocati Chiara Mariani e Luca Barontini, dicendo di non avere fatto nulla e che la fidanzata era caduta da sola, dopo averlo minacciato di buttarsi se non fosse rientrato in casa.
La richiesta di archiviazione della Procura sarebbe motivata dalle risultanze degli accertamenti medico–legali e sulla base di quanto emerso dalle indagini degli agenti della squadra mobile genovese, da cui non sarebbero state appurate responsabilità dell'uomo.
Si sarebbe trattato, per il pubblico ministero, di un tragico incidente. Per i familiari, però, andrebbero fatti altri accertamenti sulla dinamica della caduta a loro avviso incompatibile con un incidente o con un gesto volontario.
Il compagno di Evelinndel aveva spiegato di essere uscito dall'appartamento, in salita superiore della Noce, nel quartiere San Martino, dopo aver litigato perché la donna lo stava picchiando.
"Lei è uscita di casa e mi ha detto: ‘Se non torni mi butto'", aveva spiegato agli investigatori. Poi, secondo il suo racconto, sarebbe inciampata e caduta nella tromba delle scale morendo sul colpo.