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Drammatico ritrovamento a Casarsa, in provincia di Pordenone, dove nel garage di un'abitazione è stato rinvenuto il corpo senza vita di un militare dell'esercito. La tragica scoperta nella tarda mattinata di sabato quando di fronte all'irreperibilità dell'uomo è scattato l'allarme. La vittima infatti avrebbe dovuto presentarsi in caserma dei carabinieri per l'obbligo di firma, misura cautelare disposta dal giudice nell'ambito di un delicato procedimento giudiziario a suoi carico in cui era accusato di violenza sessuale e sequestro di persona.

La vittima è uomo di 38 anni, caporal maggiore scelto dell'esercito originario dell'Aquila ma in servizio in Friuli Venezia Giulia tra i Bersaglieri. Le accuse nei suoi confronti erano emerse nel mese di dicembre quando due badanti lo avevano denunciato ai carabinieri raccontando di essere state sequestrate e abusate in due diversi e distinti episodi. Le due donne, una 44enne e una 60enne, hanno spiegato di aver risposto a un annuncio pubblicato dall'uomo in cui si cercava una badante che assistesse a una anziana.

Quell'annuncio, stando al loro racconto, si sarebbe rivelato però una scusa per attirarle dentro casa e costringerle a subire abusi sessuali. L'uomo si sarebbe denudato davanti a loro effettuando atti di autoerotismo ma nel primo caso la donna sarebbe riuscita fuggire e per il 38enne è scattata la denuncia per tentata violenza sessuale, nel secondo caso invece  avrebbe bloccato la donna con i polsi costringendola subire gli abusi sessuali che hanno portato poi alla denuncia per violenza e sequestro di persone. Il 38enne era stato posto ai domiciliari e poi scarcerato ma nel corso degli interrogatori aveva sempre rigettato ogni accusa. Al momento sula sua morte sono al vaglio tutte le ipotesi, non solo quella di un gesto volontario.