“È una persona molto provata che con fatica sta facendo i conti con quello che è successo. Massimo Sebastiani pensa a Elisa Pomarelli in modo cronico e non riesce a capire perché l’ha uccisa”. Così Roberta Bruzzone, psicologa forense e consulente della difesa di Massimo Sebastiani, dal 7 settembre rinchiuso nel carcere ‘Le Novate' di Piacenza, per l'omicidio di Elisa Pomarelli, avvenuto lo scorso 25 agosto. La criminologa ha incontrato il 45enne di Carpaneto nel penitenziario dove è rinchiuso e dopo un colloquio di due ore ha comunicato alla stampa le sue conclusioni. Bruzzone aveva partecipato al sopralluogo dei Ris in casa Sebastiani e, già allora, aveva parlato delle condizioni ‘indicibili' in cui versava l'appartamento, sottolineando che aveva assistito a scene simili solo in presenza di ‘soggetti schizofrenici'.

“Ho notato una condizione di disorientamento – ha detto Bruzzone dopo un confronto durato due ore con il Sebastiani – nei due anni precedenti all’evento si è manifestata una progressiva crisi gravissima di natura depressiva che ha lasciato ampi riscontri nella vita; una condizione che non è stato in grado di riconoscere e che cresceva di pari passo con l’ossessione affettiva, inizialmente dipendenza affettiva per Elisa Pomarelli”.

“Non aveva intenzione di uccidere – ha detto Bruzzone  –  Nel pollaio succede qualcosa di terribile, di cui per certi versi è spettatore, lui si vede agire, ma non riesce a realizzare quello che fa e resta lì perché non capisce cosa è successo. Non c’è stata un’aggressione, né una lite. Lui esclude qualunque offesa da parte della ragazza. È accaduto tutto in modo rapido. In base a quanto riferisce, lei gli aveva chiesto di conservare la busta di cui si è già parlato e che con quella non avrebbero più avuto la necessità di effettuare lavoretti e quindi la frequentazione si sarebbe ridotta. A quel punto gli è crollato il mondo addosso”.

La difesa di Sebastiani, rappresentata dall'avvocato Mauro Pontini, procederà ora nel richiedere la perizia psichiatrica.