Tra i ristoratori c’è chi manifesta il proprio dissenso in piazza e chi invece ha deciso di rimanere aperto per protesta. Come Umberto Carriera, che ha continuato a servire i clienti del suo ristorante La Macelleria a Pesaro anche oltre le 18, nonostante il divieto imposto con l’ultimo Dpcm. La polizia locale è subito intervenuta e ora il sindaco della città, Matteo Ricci, spiega il suo dissenso a Fanpage.it.

Sindaco, come giudica quanto accaduto al ristorante La Macelleria di Pesaro?

Una cena che ha rischiato di vanificare una protesta legittima della categorie colpite dall’ultimo Dpcm. Prima c’è stata una manifestazione in piazza con tante persone preoccupate del loro futuro e della loro attività economica. E poi c’è stata questa buffonata molto pericolosa che ha rischiato di compromettere la manifestazione dei ristoratori. È stato un fatto grave perché le leggi si rispettano sempre, specialmente durante la pandemia. Abbiamo chiesto al prefetto e al questore di gestire la situazione con la massima rigidità.

Un episodio del genere potrebbe indurre anche altri commercianti a fare lo stesso?

La maggioranza delle persone ha condannato l’atteggiamento del ristoratore. I più arrabbiati erano i commercianti che hanno rispettato le regole e che non metterebbero mai a repentaglio la salute delle persone. Non c’è dubbio che ci sia un malessere che va ascoltato. Oggi pomeriggio parlerò con tutte le categorie e domani incontrerò il mondo dello sport e della danza, giovedì invece quello della cultura e dello spettacolo. Dobbiamo avere un atteggiamento di grande ascolto di fronte a categorie che sono preoccupate e hanno bisogno ora di un riscontro immediato. Occorre mantenere un equilibrio tra emergenza economica e socio sanitaria. È complicato, ma dobbiamo farlo.

In questi giorni stiamo vedendo in giro per le città italiane episodi di guerriglia urbana. C’è un problema di controllo del territorio?

Il Viminale sta affrontando questa fase con grande serietà. È evidente che quando ci sono momenti come questi tanti facinorosi si inseriscono per guidare la protesta ed estremizzarla o politicizzarla. C’è quindi bisogno di massima attenzione sia verso i gruppi estremisti sia verso la criminalità organizzata. Dobbiamo ricordare però che in quelle piazze l’80% delle persone erano per bene. Occorre mettere ai margini le persone violente.

Nella cena di ieri al ristorante La Macelleria di Pesaro c’erano però 90 clienti che hanno infranto la legge.

Sono degli irresponsabili. Hanno fatto una cosa molto grave. Serve il pugno duro. Se passa l’idea che le persone possono infrangere le leggi, allora è il caos. Nella mia città le regole vengono rispettate, soprattutto in un momento come questo dove a rischio è la salute.

Parliamo delle misure dell’ultimo Dpcm. Che opinione ha?

Ci sono sicuramente delle contraddizioni. Ma ricordo che in molti paesi europei c’è il coprifuoco, mentre qui si è voluta limitare solo la circolazione in alcuni momenti della giornata. Con questo Dpcm vengono tolte le motivazioni dopo le 18 per uscire di casa. È vero però che questo obiettivo del Governo andava spiegato meglio, altrimenti sembra come se vuoi penalizzare alcuni rispetto ad altri.

Molti parlano di un “lockdown mascherato”. Si temono misure sempre più restrittive. Un nuovo lockdown si può escludere?

Spero di sì. Sono molto preoccupato della situazione socio-economica del nostro Paese. E quindi ci vuole grande equilibrio, ma non è facile. Ogni chiusura ha un costo. Non possiamo continuare a indebitare l’Italia a dismisura. Ma è evidente che la questione sanitaria ha la priorità. Occorrono misure a medio termine. Se invece ogni settimana andiamo a cambiare le regole, è evidente che si crea confusione. Il nostro Paese non potrà sostenere un nuovo lockdown. Serve grande unità, purtroppo il paese è diviso. Senza unità non possiamo sconfiggere il virus.

C’è la sensazione che il Governo stia perdendo il controllo della situazione.

Credo che il Governo abbia il polso del Paese. Gli altri Paesi europei stanno facendo peggio dell’Italia e c’è grande preoccupazione. È una fase delicata dal punto di vista governativo, anche perché bisogna considerare gli effetti delle ricadute economiche. Il Governo deve trovare unità d’intenti e ieri le voci fuori dal coro a mio parere sono sbagliate. Altrimenti si rischiano di aprire divisioni politiche che rischiano di complicare la situazione.

Di Francesco Muccino e Marco Billeci