Perde l’equilibrio sul pendio roccioso e precipita per 300 metri: escursionista 46enne muore in Val di Fassa
È morto in Val di Fassa dopo essere precipitato per 300 metri. È successo nella serata di ieri, 14 settembre 2026, a un escursionista di 46 anni, residente in provincia di Treviso. Il dramma si è consumato pressi di cima Om Gran a una quota di circa 2.800 metri. A nulla sono valsi i soccorsi chiamati dalla compagno di escursione.
Il Soccorso Alpino: "Sentiero per escursionisti esperti"
L'uomo stava percorrendo il sentiero alpinistico P02 sulle Creste di Costabella, che dopo la ferrata Bepi Zac prosegue in direzione di cima Uomo. Si tratta di un itinerario che, anche secondo il Soccorso Alpino Speleologico, deve essere approcciato da escursionisti esperti.
Proprio poco prima di raggiungere la forcella dell'Uomo, l'escursionista ha perso l'equilibrio ed è precipitato lungo un pendio roccioso molto ripido. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata intorno alle ore 16 da parte della persona che si trovava con lui durante l'escursione.
I soccorsi in elicottero
La Centrale Unica di Emergenza ha attivato gli operatori della Stazione di Moena del Soccorso Alpino e Speleologico e l'elicottero di Aiut Alpin Dolomites, decollato da Pontives. Dopo un sorvolo della zona, l'equipaggio dell'elicottero ha individuato l'escursionista. Il medico è stato calato con il verricello sul luogo dell'incidente e non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Ricevuto il nullaosta delle autorità, due operatori della Stazione di Moena sono stati recuperati a bordo dell'elicottero e hanno raggiunto il luogo della tragedia. La salma è stata recuperata e trasferita alla camera mortuaria di Pozza di Fassa.
La compagna di escursione è stata trasportata in elicottero al passo San Pellegrino, dove è stata affidata ai soccorritori della Stazione di Moena e agli Psicologi per i popoli.