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Conflitto in Ucraina
13 Marzo 2022
12:11

Perché l’attacco russo in Ucraina si sta spostando a ovest, verso i confini europei

Perché i russi stanno attaccando ora anche in Ucraina occidentale? Il Generale Marco Bertolini spiega a Fanpage.it che Mosca cerca di alzare la posta in vista delle trattative.
A cura di Antonio Palma
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Il Generale italiano Marco Bertolini
Il Generale italiano Marco Bertolini
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In queste ore l’assalto dell’esercito russo si è esteso anche verso la zona occidentale dell’Ucraina con bombardamenti missilistici che hanno preso di mira strutture militari anche nei dintorni di Leopoli, ad appena 25 chilometri dalla Polonia e dunque dal confine Nato. Le forze russe hanno preso di mira una base aerea a Ivano-Frankivsk, nell'Ucraina occidentale, ma soprattutto la base militare fuori Leopoli dove a settembre si sono svolte le esercitazioni militari ucraine in coordinamento con la Nato, Rapid Trident 2021. Una escalation del conflitto che secondo il generale italiano Marco Bertolini, già comandante del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Brigata Folgore, nonché Presidente dell'Associazione Nazionale Paracadutisti d'Italia, è frutto della volontà di Mosca di alzare la posta in attesa dei negoziati di pace e presentarsi così al tavolo delle trattative con un vantaggio chiaro. "Mosca cerca di alzare la posta, Putin non ha alcun interesse ad invadere tutta l’Ucraina" ha spiegato il Generale a Fanpage.it,  ricordando i costi di una simile ipotesi ma anche i pericoli di una escalation con la Nato.

Perché l'attacco russo in Ucraina si sta spostando a ovest, verso i confini europei e Nato?

“L’attacco russo si sposta verso ovest perché più tempo si perde prima di arrivare a un negoziato conclusivo più Mosca cerca di alzare la posta, su questo non c’è ombra di dubbio perché io non credo che l’intenzione di Putin sia quella di invadere tutta l’Ucraina perché non vedo quale interesse potrebbe avere in una impresa del genere. Tra l’altro non sarebbe sostenibile perché, se l’Ucraina è effettivamente un Paese nemico, poi come fa a mantenerne il controllo? Putin non ha un esercito in condizioni di tenere il Paese nel dopo guerra. L’attacco a ovest è una forma di pressione sul presidente ucraino Zelensky che continua a non voler concedere a Putin quello che Mosca ha chiesto dall’inizio, vale a dire la neutralità dell’Ucraina e il riconoscimento della Crimea.

La base ucraina distrutta
La base ucraina distrutta

L’attacco alla base di Leopoli dove si sono svolte le esercitazioni militari ucraine in coordinamento con la Nato nel 2021 è un messaggio all’occidente?

I messaggi quando sono esplosivi sono sempre un po’ particolari ma l’attacco sta a indicare che la Nato è in equilibrio su una lama di rasoio. La Nato deve fare molta attenzione a come si muove e deve cercare di evitare un coinvolgimento diretto. Fin quando la Nato opera sul territorio dei Paesi Nato il problema non dovrebbe sussistere ma se entra in territorio ucraino se ne assume i rischi. La Nato siamo noi e se viene coinvolta noi siamo coinvolti. Ci esporrebbe a dei rischi non indifferenti. Mosca non può prendere di mira eventuali convogli fuori dall’Ucraina ma all’interno dell’Ucraina penso lo farà.

Mosca ha annunciato piano di rafforzamento delle proprie truppe al confine Nato a occidente. Un altro messaggio alla Nato?

Siamo di fronte a una guerra tra due Paesi europei, fra Ucraina e Russia, noi siamo esterni, estranei a questo conflitto da un punto di vista militare ma con i toni assurdi che stiamo utilizzando e i provvedimenti molto urticanti che prendiamo la risposta russa è conseguente. È assurdo impedire a un atleta paralimpico di partecipare alle paralimpiadi come è assurdo impedire a un direttore di orchestra di dirigere un concerto perché è russo o impedire a uno studente di frequentare l’università perché russo. Ma è assurdo insultare anche un Capo dello stato straniero da parte del responsabile della nostra diplomazia. A questa levata di scudi sia da parte dell’Italia ma anche dell’Unione Europea in generale è normale che corrisponda una levata di scudi anche da parte dei russi, non mi sembra sorprendente, è conseguente.

Per Kiev il prossimo obietto russo potrebbe essere la Lituania, è un pericolo concreto?

L’Ucraina dice questo perché più Paesi entrano nella guerra a suo supporto meglio è, non c’è dubbio che Kiev cerca di coinvolgere la Nato e cerca di farlo soprattutto con l’indignazione, che ci deve essere perché la guerra è una cosa terribile anche se non è la prima guerra a cui assistiamo. A Zelensky fa comodo che l’europea e la Nato si inseriscano in questo conflitto al suo fianco ma non son se questo suo interesse sia condivisibile da parte nostra. Per Zelensky, che deve affrontare un aggressione militare forte, tanto peggio tanto meglio. Noi è vero che siamo solidali con l’Ucraina ma abbiamo esigenze di sopravvivenza non indifferenti, la benzina è in salita e sono aumentate le bollette. Col gas c’è poco da fare, dipendiamo da quello che viene dalla Russia, possiamo farcelo portare dall’altra parte con le navi ma sul lungo periodo non credo sia sostenibile. Noi abbiamo l’esigenza di avere un rapporto con tutti i Paesi europei che ci consenta di andare avanti. Credo che a noi convenga spingere Zelensky e Putin a sedersi attorno a un tavolo per trovare una soluzione che accontenti tutte e due e scontenti tutti e due allo stesso tempo, nel senso che entrambi devono rinunciare a qualche cosa per arrivare alla pace.

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