La Sardegna è l'unica regione d'Italia a restare in zona rossa. Nessun cambio di colore da lunedì 26 aprile per l'Isola che in meno di due mesi è passata dalla zona bianca, unica nel nostro Paese, alle massime misure restrittive dopo una nuova impennata di casi di Coronavirus. Almeno per un'altra settimana, dunque, la regione resta chiusa completamente e la situazione appare completamente ribaltata rispetto a poche settimane fa. Cosa è successo nel frattempo è facile ricostruirlo. "La Sardegna sconta le conseguenze della condotta di ciascuno durante la zona bianca: con l'attività di vaccinazione e di screening, speriamo di poter riportare l'isola in zona bianca", aveva dichiarato il 1 aprile scorso il presidente della Regione, Christian Solinas, interpellato sulle responsabilità del passaggio dell'isola dalla fascia bianca a quella arancione.

Dal 22 marzo l'isola si è ritrovata in zona arancione, dato che quella gialla era stata cancellata dal decreto anti-Covid con le nuove regole per le festività di Pasqua. Ci è rimasta per due settimane, nelle quali i dati sono ulteriormente peggiorati, ed è poi passata in zona rossa. "Le criticità – ha spiegato ieri l'assessore Nieddu – sono relative all'aumento dei focolai e alle loro dimensioni, che ci mantengono con un rischio moderato, non basso. Continuano a essere buoni gli indici di occupazione dei posti letto, che sono sotto la sogna di allarme del 30%". Per quanto riguarda la pressione sugli ospedali, infatti, al momento sono 368 (-7) le persone attualmente ricoverate in ospedale in reparti non intensivi, mentre sono 52 (-1) i pazienti in terapia intensiva. Inoltre, l'Rt della Sardegna è sceso sotto 1 questa settimana (0.97), ma pesano i dati della settimana scorsa, quando l'indice di contagio era ben sopra la soglia critica di 1,25. Ci sono inoltre 157 focolai attivi nella settimana 12-18 aprile, circoscritti ma significativi.