In Italia la curva dei contagi decresce, con un conseguente calo dell'incidenza e della pressione ospedaliera, ma bisogna continuare ad accelerare con la campagna vaccinale, di cui si vedono già i primi effetti. È questo quanto ha spiegato Silvio Brusaferro, presidente dell'Istituto superiore di Sanità, che nel corso della conferenza stampa di presentazione dei dati dell'ultimo monitoraggio realizzato dalla Cabina di regia ha fotografato la situazione epidemiologica nel nostro Paese, che è in netto miglioramento rispetto alle scorse settimane. "A livello europeo – ha sottolineato l'esperto – vediamo una mappa che si schiarisce sempre di più. Si tratta di un segnale positivo che viene confermato dall'andamento delle curve che sono o stabili o in lenta ma continua decrescita come in Italia".

Il trend viene confermato sia dall'incidenza, in calo a 103 casi per 100mila abitanti negli ultimi 7 giorni, con addirittura tre regioni con meno di 50 casi ogni 100mila abitanti, soglia limite per il passaggio alla zona bianca, ma anche dall'Rt che è stabile, a livello nazionale ora è a 0,86 rispetto a 0,89 della settimana precedente, e dalla pressione sugli ospedali: "C'è una decrescita sia per i ricoveri in area medica, passiamo al 24% di occupazione dei posti letto rispetto al 29% della settimana scorsa, sia per terapie intensive, dove si passa dal 27% al 23% di saturazione nel giro di sette giorni. Indicatore importante: solo 3 regioni superano la soglia critica del 30%", ha spiegato ancora Brusaferro, aggiungendo che si cominciano a vedere i primi risultati della campagna di vaccinazione.

"Si comincia a vedere l'impatto dei vaccini già dalla diminuzione dell'età mediana dei contagi, ogni settimana scendiamo di un anno e ora siamo a 40 anni, stessa cosa avviene per il primo ricovero dove si passa dai 65 anni della scorsa settimana ai 64 di questa. Trend di crescita dei contagi in diminuzione anche nella fase 0-9 anni, ma soprattutto per gli over 80 la decrescita è significativamente più veloce rispetto alle altre fasce d'età. Si vede dai dati che all'aumentare della copertura vaccinale decresce in maniera significativa il numero di casi sintomatici".

Tuttavia, ha aggiunto, bisogna mantenere alta l'attenzione soprattutto per la circolazione delle varianti del virus, che richiedono costante monitoraggio. "Ridurre il numero di nuovi casi è estremamente importante, per cui oltre ad incrementare il numero di vaccinati è fondamentale mantenere le misure di mitigazione per accompagnare questa fase di transizione nel miglior modo possibile". A lui ha fatto eco Gianni Rezza, numero uno della Prevenzione del Ministero della Salute: "I dati sono confortanti, sono ottimista, la situazione epidemiologica migliora. Dobbiamo cogliere il momento per accelerare la campagna di vaccinazione e arrivare a vaccinare quanto prima le fasce d'età più giovani per raggiungere l'effetto di proteggere dalla malattia grave e al contempo di rallentare ulteriormente la velocità di circolazione virale".