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“Per avere un contratto ho dovuto mostrare i documenti della legatura tubarica”: la storia di Gioia

Gioia ha raccontato a Fanpage.it di aver esibito i documenti che dimostravano che non avrebbe più potuto avere figli per convincere i datori di lavoro a farle firmare un contratto a tempo indeterminato: “Quando l’ho fatto l’atteggiamento del mio responsabile è cambiato”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Per "invogliare" i datori di lavoro a proporle un contratto a tempo indeterminato, ha dovuto presentare la documentazione dell'operazione di legatura tubarica, fatta nel 2023. Gioia, che oggi è impiegata in una ditta di pulizie, non può avere figli.

Gioia ha 34 anni, ma ha avuto la prima figlia appena maggiorenne e ha deciso di parlare della la sua storia dopo aver letto l'intervista a Silvia Munarin, rifiutata ai colloqui di lavoro perché mamma. "Ero molto giovane, ma non mi sono mai arresa, comunque. – ha raccontato a Fanpage.it in un'intervista – Per un po' ho fatto lavori saltuari contando sull'appoggio dei miei familiari e di mia nonna, che poi si è ammalata, per non mancare al lavoro". Anni dopo la prima figlia, che oggi ha 15 anni, Gioia è rimasta incinta una seconda volta.

"Il mio bambino oggi ha 8 anni, entrambi sono abbastanza grandi. Io ho deciso di rimboccarmi le maniche e tornare nel mondo del lavoro, anche perché sono giovane". Da qui, Gioia ha iniziato a svolgere lavori saltuari. "Alcuni anche pesanti" ha sottolineato. Il tutto fino all'ottobre del 2023, quando per motivi di salute ha dovuto sottoporsi all'operazione di legatura tubarica. "In poche parole, non posso più avere figli" ha spiegato, mostrandoci la documentazione legata all'operazione medica.

"Poco dopo quell'intervento, tra le altre cose che ho fatto, ho iniziato a lavorare in una mensa industriale. – ha ricostruito Gioia – L'impiego mi è stato trovato da un'agenzia e ho continuato con contratti di 2 o 3 mesi. Dopo un po' ho deciso di andarmene, ma ricordo che anche in quell'ambiente di lavoro le ragazze che venivano assunte non potevano aspirare al contratto a tempo indeterminato se fossero rimaste incinte. La mia responsabile, quando seppe che non potevo avere figli, mi disse: ‘Con te non abbiamo problemi".

Dopo l'impiego nella mensa, Gioia è arrivata in una ditta di pulizie. "Lavoravo tre volte a settimana all'inizio, 1 ora e 45 al giorno. Pochissimo, però per me era un inizio. Ho fatto un primo periodo di 6 mesi, poi un altro di 6 mesi. A un certo punto ho iniziato a insistere per un contratto più stabile, ma mi hanno subito fatto capire che erano titubanti".

Alla base dei dubbi, spiega Gioia, la sua giovane età e il suo possibile desiderio di una terza maternità. "Non me lo hanno mai detto chiaramente, ma mi hanno lasciato capire di essere titubanti su una stabilizzazione per me. Io in quell'anno ero andata avanti con la mia carriera, seppur semplice, nell'ambito delle pulizie. Non ho mai chiesto permessi o malattie, anche se so che sarebbe un diritto. Ho mostrato di potermi organizzare da sola, proprio perché speravo in un ‘premio' e una maggiore stabilità". Davanti alle incertezze mostrate dai datori di lavoro, Gioia ha raccontato di aver subito un'operazione per la legatura tubarica.

"Ho detto che non potevo avere altri figli e l'atteggiamento del mio responsabile è cambiato. È triste da dire, ma è così. Nessuno mi ha mai esplicitamente chiesto delle ‘garanzie', tantomeno dei documenti che attestassero il fatto che non posso avere altri figli, però pur di convincerli a darmi l'indeterminato ho esibito la documentazione relativa all'operazione che avevo fatto. A quel punto, nel mese di giugno 2024, ho potuto firmare il contratto a tempo indeterminato".

"Cosa ho fatto quell'anno? – racconta ridendo – ho preso qualche giorno di ferie. Per tanto tempo non ho usufruito neppure della malattia, sono stata felice di avere un po' di riposo. È brutto da dire, ma mi sento fortunata: nonostante le rinunce che ho dovuto fare, avere un contratto a tempo indeterminato per me è come avere il mondo in mano. Mi dispiace constatare che tutte le colleghe incontrare finora erano più grandi di me. Non ho mai visto ragazze più giovani o sentito di colleghe andate in maternità.

"Gli impieghi precedenti erano più o meno simili. Prima di arrivare nell'ambiente delle pulizie, ho lavorato in una catena di Discount per tre anni con un contratto di apprendistato. Ci veniva espressamente detto di non restare incinta se desideravamo avere un contratto a tempo indeterminato. Le ragazze che hanno avuto figli in quegli anni, non si sono viste rinnovare il contratto. La sensazione è purtroppo sempre la stessa: ormai si vive per lavorare, il contrario non è contemplato".

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