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Pedofilia, Papa Leone XIV chiede “misericordia per i preti colpevoli di abusi sessuali”

Papa Leone XIV, nel messaggio ai vescovi francesi riuniti a Lourdes, ribadisce la necessità di continuare la lotta agli abusi e il percorso di riparazione, sottolineando che anche i sacerdoti colpevoli “non siano esclusi dalla misericordia”. Centrale resta la tutela delle vittime e la prevenzione.
A cura di Biagio Chiariello
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Papa Leone XIV
Papa Leone XIV

"È positivo che i sacerdoti colpevoli di abusi non siano esclusi dalla misericordia e siano oggetto delle vostre riflessioni pastorali". È uno dei passaggi più rilevanti del messaggio inviato da Papa Leone XIV ai vescovi francesi, riuniti a Lourdes per l’assemblea plenaria di primavera dal 23 al 27 marzo.

Nel testo, scritto in francese, il Pontefice invita a non perdere di vista il futuro dopo gli anni più difficili: "Dopo alcuni anni di dolorose crisi, è giunto il momento di guardare risolutamente al futuro e di offrire un messaggio di incoraggiamento e fiducia ai sacerdoti di Francia, che hanno sofferto molto".

Al centro resta comunque il contrasto agli abusi e il percorso già avviato dalla Chiesa francese. "Un aspetto della vostra riflessione si concentrerà sulla continuazione della lotta contro gli abusi sui minori e sul processo di riparazione, che avete intrapreso con determinazione", scrive il Papa. Da qui l’invito a non abbassare la guardia: "È infatti essenziale perseverare a lungo termine negli sforzi di prevenzione già in atto e continuare a dimostrare la sollecitudine della Chiesa per le vittime e la misericordia di Dio verso tutti".

Non è la prima volta che Prevost interviene su questo tema. Già nel settembre 2025, parlando ai vescovi di nuova nomina, aveva chiarito che i comportamenti abusivi "non possono essere messi in un cassetto", ma vanno affrontati "con senso di misericordia e vera giustizia, verso le vittime e verso gli accusati".

Un’impostazione che il Papa ha ribadito anche di recente davanti alla Pontificia commissione per la tutela dei minori, richiamando la necessità di evitare “improvvisazione” e “superficialità” nella prevenzione e sottolineando l’importanza dell’ascolto diretto delle vittime. "Le esperienze delle vittime e dei sopravvissuti sono punti di riferimento essenziali", ha ricordato, aggiungendo che "l’ascolto delle vittime e l’accompagnamento delle stesse devono trovare espressione concreta in ogni comunità e istituzione ecclesiale".

Nel complesso emerge una linea che tiene insieme più elementi: continuità nella prevenzione, attenzione alle vittime e, allo stesso tempo, apertura a un percorso pastorale anche per chi si è reso colpevole. Un equilibrio che resta al centro del dibattito nella Chiesa dopo gli scandali degli ultimi anni.

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