Papa Leone XIV cancella la riforma di Francesco e alza gli stipendi a cardinali e dipendenti vaticani
Papa Leone XIV alza lo stipendio ai cardinali di Curia, ma anche ai capi e segretari dei dicasteri della Santa Sede, nonché ai dipendenti vaticani, revocando le decisioni sui tagli prese nel marzo del 2021 da papa Francesco.
Bergoglio aveva deciso di tagliare gli emolumenti in piena pandemia quando gli fecero vedere i conti in rossi del Vaticano: l’alternativa sarebbe stata licenziare una parte dei dipendenti in pieno periodo emergenziale e il pontefice bocciò senza ulteriori discussioni questa idea, promulgando il motu proprio “Un futuro sostenibile” che, invece, prevedeva il blocco degli scatti di anzianità dei dipendenti e un taglio degli stipendi. Dopo parere della Segreteria per l’Economia e dopo “avere esaminato con cura ogni cosa”, il Pontefice ha abolito la decisione di Bergoglio, con decorrenza dal primo settembre. La Santa Sede, secondo le stime del 2024, aveva un deficit superiore ai 70 milioni di euro.
Il provvedimento di Francesco non aveva colpito tutti in egual misura, concentrandosi in primo luogo sui vertici dell'istituzione. La decurtazione più significativa aveva riguardato i cardinali di Curia, i quali si erano visti ridurre la retribuzione complessiva del 10%. Per quanto concerneva, invece, i vertici operativi e i dirigenti – nello specifico i capi e i segretari dei singoli Dicasteri, inquadrati nei livelli retributivi C e C1 – il taglio salariale applicato era stato pari all'8%. Una misura più contenuta, ma comunque diffusa, ha interessato il personale religioso e chierico della Santa Sede, del Governatorato e degli enti ad essi collegati, per i quali è stata stabilita una riduzione generalizzata del 3%.
In questo medesimo disegno di contenimento dei costi si inseriva anche la sospensione temporanea degli scatti di anzianità biennali, ovvero quegli automatismi che prevedono un incremento della retribuzione ogni due anni. Questa misura aveva coinvolto la totalità del personale in servizio; tuttavia, per i lavoratori laici è stata introdotta una clausola di salvaguardia: il blocco è stato applicato esclusivamente a partire dal quarto livello retributivo a salire. In questo modo si era inteso tutelare le fasce di stipendio più basse, preservando il potere d'acquisto dei dipendenti con i redditi minori.
Superata l’emergenza pandemica, il Papa ha ritenuto fosse giusto revocare le decisioni di Francesco, ristabilendo gli stipendi precedenti, ritenendo superata la situazione di “disavanzo che da diversi anni caratterizza la gestione economica della Santa Sede, che ha inciso negativamente su tutte le fonti di ricavo della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano”. I cardinali di Curia, quelli che guadagnano di più, torneranno a percepire attorno ai cinquemila euro al mese. Gli stipendi dei dipendenti vaticani, invece, non sono altissimi e non si differenziano molto da quelli dei dipendenti di un Ministero italiano.