“Adesso basta! Dateci tutti i colpevoli. E che tutte le comunità nigeriane che conoscono e sanno qualsiasi cosa parlino immediatamente! O sarete considerati complici e noi i mostri non li vogliamo". Parole amare quelle di Alessandra Verni. Un duro appello di una madre che ha perso una figlia, Pamela Mastropietro, la 18enne trucidata ormai tre settimane fa a Macerata. La donna è giustamente esasperata dai tempi sempre più lunghi dell’inchiesta sulla morte della figli.

 L'esito dell'autopsia e i rilievi del Ris non prima di dieci giorni – Questa settimana Alessandra avrebbe voluto darle l’ultimo saluto  al Verano, ma la salma non è stata ancora dissequestrata dopo l’autopsia in attesa dell’esito di ulteriori accertamenti, compresi gli esami tossicologici. I magistrati della Procura di Macerata non hanno dato il nullaosta per la consegna del corpo ai familiari e probabilmente non lo daranno fino a quando non saranno sciolti tutti i dubbi venuti fuori dalle due autopsie eseguite e dagli ulteriori accertamenti del Ris. Accertamenti per i quali – ha fatto sapere oggi il procuratore di Macerata Giovanni Giorgio – sarà necessario attendere ancora un’altra settimana e forse più. "I Ris hanno l'impegno – ha chiarito il procuratore – di consegnarmi le relazioni appena sarà possibile. Lo stesso vale per i medici legali Froldi e Cingolani che consegneranno una relazione unitaria. Il contenuto delle relazioni non potrà essere divulgato, saranno consegnate materialmente a me e al pm Stefania Ciccioli".

Troppi dubbi sull'omicidio di Pamela – Ma ci sono ancora molte altre domande che non trovano risposta, a partire dal movente dell’omicidio per il quale sono in carcere tre nigeriani accusati di averle fornito la droga e poi di averla uccisa e fatta a pezzi, per disfarsi del corpo nelle due valigie ritrovate al margine della Strada Provinciale tra Pollenza e Macerata. Per questo Alessandra si rivolge alla comunità nigeriana di Macerata: “Non siate complici di questi mostri”. Al momento l’ipotesi più probabile è che la vittima sia stata uccisa con due coltellate sferrate all’altezza del fegato. Attualmente per è in carcere Innocent Oseghale, 29 anni, nella cui abitazione in Via Spalato si sarebbe consumato il delitto, Desmond Lucky, 22 anni, presunto fornitore della droga, e Lucky Awelima, 27, fermato in treno mentre si allontanava in Lombardia. Un quarto uomo è indagato a piede libero, ma la procura smentisce l’indiscrezione di un ghanese fuggito dopo la scoperta del cadavere.