Era probabilmente solo questione di tempo perché accadesse: un focolaio di coronavirus si è sviluppato all'interno del carcere  Pagliarelli di Palermo, dove 23 agenti di polizia penitenziaria sono risultati positivi e altri 130 colleghi sono stati posti in isolamento domiciliare in attesa di essere sottoposti al tampone: numeri che dunque potrebbero aumentare nei prossimi giorni mano a mano che l'azienda sanitaria incrementerà i test tra i poliziotti in quarantena e i loro contatti stretti. Uno dei nuovi casi di positività riscontrati è relativo ad un agente penitenziario del carcere Ucciardone che nei giorni precedenti aveva incontrato i colleghi contagiati del Pagliarelli. Nella sezione interna in cui lavora vi sono circa 90 detenuti. La direttrice del penitenziario Giovanna Re ha fatto sapere che sono in corso gli accertamenti sugli altri lavoratori del suo reparto.

Per il momento i primi 50 tamponi hanno dato esito negativo e si resta in attesa ora dei risultati di altri 50 test. Giovanna Re ha aggiunto che l’agente sta bene e che gli ambienti interessati sono stati opportunamente sanificati. “Bisognerà solo continuare ad adottare a scopo precauzionale misure quali il distanziamento, l’utilizzo delle mascherine e la costante igienizzazione“, ha detto. Nel frattempo il focolaio del Pagliarelli ha avuto delle conseguenze anche sull’attività del Tribunale. Un gip ha dovuto rinviare un processo in cui sono coinvolti 40 detenuti per traffico di droga perché, tra positivi e isolati, non c’erano agenti della polizia penitenziaria che potevano portarli in aula per prendere parte all’udienza.