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Padre Georg, Ratzinger e quel maglione nero sotto il vestito da Papa che fece il giro del mondo

Nel libro “Nient’altro che la verità” padre Georg Gänswein racconta il “dietro le quinte” dell’elezione di Ratzinger e in particolare la storia di quel maglione nero che il Pontefice indossava nel momento in cui il mondo lo ha conosciuto come nuovo Papa.
A cura di Susanna Picone
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Joseph Ratzinger diventa Papa con il nome di Benedetto XVI
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Un maglione nero sotto i paramenti pontifici. È quello che indossava Joseph Ratzinger nel momento in cui il mondo intero lo ha conosciuto come successore di papa Giovanni Paolo II.

A raccontare la storia di quello strano maglione sotto il vestito da Papa è padre Georg Gänswein, il braccio destro di papa Benedetto XVI, nel suo libro appena uscito “Nient'altro che la verità”. Un libro nel quale padre Georg fa luce sul pontificato del papa scomparso il 31 dicembre: parla di scandali come Vatileaks, di Ratzinger diventato Papa dopo la morte di Giovanni Paolo II e della sua scelta di dimettersi, del caso Emanuela Orlandi e di molti altri temi.

Papa Benedetto XVI con padre Georg
Papa Benedetto XVI con padre Georg

E in un passaggio del libro racconta appunto il “dietro le quinte” dell’elezione di papa Benedetto XVI e del perché poi il mondo intero ha visto un Papa presentarsi con un maglione nero sotto l’abito che doveva indossare.

L’elezione di Ratzinger è sicuramente uno dei momenti emotivamente più vissuti da padre Georg e anche dallo stesso papa tedesco. Padre Georg racconta che durante le due prime tornate del Conclave non aveva particolari compiti da svolgere. Si teneva quindi a distanza di sguardo dal cardinale Ratzinger, che però non ebbe mai bisogno di lui.

Il giorno dell’elezione Ratzinger gli chiese di accompagnarlo a piedi verso la Cappella Sistina:

La prima votazione pomeridiana era fissata per le ore 16, così mi diede appuntamento nell’atrio d’ingresso di Santa Marta alle 15.30. Il tempo era incerto, e quando ci avviammo lungo via delle Fondamenta, che costeggia il lato posteriore della basilica di San Pietro ed è un punto sempre un po’ ventoso, ricordo di essere rabbrividito per l’aria fresca. Il cardinale mi aveva detto di aver avuto freddo al mattino nella Sistina, per cui si era messo un maglione sotto la talare porpora e la cotta bianca previste dal cerimoniale. Era molto pensieroso e mostrava chiaramente di non aver voglia di parlare, così io mi limitai a camminare al suo fianco, osservandolo di sottecchi e pregando per lui. A livello psicologico, è stata la passeggiata più lunga e faticosa della mia vita. Intuivo di stare vivendo un momento storico e quasi.

Di quel maglione nero padre Georg si è ricordato nel momento in cui ha capito che il Papa era stato eletto: "Come in un flash – scrive ancora nel libro -, in quell’attimo mi venne in mente l’immagine del maglione nero che Ratzinger aveva indossato sotto la talare".

Raggiunsi subito monsignor Francesco Camaldo, che era il decano dei cerimonieri e anche il suo personale, e gli dissi: ‘Se il nuovo Papa è Ratzinger, per favore assicurati che il maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie (l’arcivescovo Piero Marini, n.d.A.) gli faccia togliere il maglione o almeno gli rimbocchi le maniche’. Lui mi assicurò che avrebbe provveduto, ma purtroppo, nella concitazione dei successivi momenti, se ne dimenticò.

Ed è per questo motivo che più tardi, durante la benedizione dalla Loggia del nuovo Pontefice, sotto i suoi paramenti apparvero quelle maniche nere che fecero il giro del mondo.

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