Una ragazza di appena diciotto anni che confessa di aver subito una violenza da parte di un collega di lavoro e i suoi familiari che, per “vendicarla”, si presentano dal presunto stupratore e lo riempiono di botte. È quanto accaduto a Padova, teatro dell’aggressione un ristorante etnico in zona Forcellini. Nei guai, denunciati dai carabinieri, sono finite tre persone: il presunto stupratore della diciottenne – si tratta di un cuoco trentunenne di origini cinesi -, il padre di trentasette anni e il fratello sedicenne della ragazza, una giovane romena che nel ristorante lavora come cameriera. L’indagine è stata avviata dopo quanto avvenuto il giorno dell’Epifania, quando nel locale sono entrati il padre e il fratello della cameriera diciottenne. Visto il cuoco, secondo la ricostruzione dei quotidiani locali, i due lo hanno riempito di botte, tanto che un collega ha chiamato il 112 e un cliente si è intromesso nella rissa nella speranza di riuscire a riportare la calma (e invece è stato a sua volta picchiato ed è finito in ospedale).

Denunciati il cuoco e i familiari della ragazza che ha denunciato lo stupro – A scatenare la rabbia dei due aggressori sarebbe stato, appunto, quanto scoperto solo poche ore prima: la diciottenne aveva raccontato che il 5 gennaio sarebbe stata invitata dal cuoco a casa sua e lì sarebbe stata costretta a un rapporto sessuale completo. Rientrata a casa, la ragazza inizialmente non ha raccontato nulla ma poi, al mattino dopo, ha parlato con la madre raccontandole quanto subito. A quel punto è scattata la reazione violenta del padre e del fratello minore che hanno raggiunto il cuoco al ristorante. Alla fine, dopo l'intervento dei carabinieri, il cuoco è stato denunciato per violenza sessuale, mentre padre e figlio sono stati prima indagati per lesioni personali volontarie.