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28 Aprile 2022
16:39

Otto morti sospette nella RSA di Offida, chiesto l’ergastolo per l’infermiere Leopoldo Wick

Umberto Monti, procuratore capo di Ascoli Piceno, ha chiesto l’ergastolo per Leopoldo Wick, infermiere accusato di 8 omicidi premeditati e 4 tentati omicidi in relazione alla morte di anziani ospiti della RSA di Offida.
A cura di Davide Falcioni
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Umberto Monti, procuratore capo di Ascoli Piceno, ha chiesto che Leopoldo Wick venga condannato all'ergastolo e all'isolamento diurno per la durata di un anno. La richiesta della massima pena è arrivata ieri al termine della requisitoria nel processo; Wick, infermiere ascolano, deve rispondere davanti alla Corte d'Assise di Macerata delle accuse di 8 omicidi premeditati e 4 tentati omicidi premeditati in relazione alle morti sospette di anziani avvenute nella Rsa di Offida tra il 2017 e il 2018. L'uomo, secondo quanto emerso nel corso delle indagini, avrebbe indebitamente somministrato farmaci agli ospiti della struttura marchigiana cagionandone il decesso.

A Wick, che ha continuato per tutto il processo a dichiararsi innocente e che è stato difeso dagli avvocati Francesco Voltattorni, Tommaso Pietropaolo e Luca Filipponi, sono contestate le aggravanti dell'aver commesso i fatti con mezzi insidiosi. L'uomo avrebbe ripetutamente effettuato somministrazioni indebite di insulina e psicofarmaci, sostanze farmacologiche che, per dosi ampiamente superiori ai range terapeutici e per la loro stessa tipologia, secondo l'accusa, erano assolutamente controindicate e tali da poter causare, come in effetti accaduto, il decesso dei pazienti. Nel procedimento è presente quale responsabile civile l'Asur Marche Area vasta 5. Sono 46 le parti civili; si tratta di parenti degli anziani deceduti e di quegli anziani (e i loro congiunti) per cui Wick è accusato di tentato omicidio. Nell'udienza del 4 maggio prenderanno la parola gli avvocati delle parti civili.

Leopoldo Wick, 59 anni, è stato arrestato nel giugno del 2020 al termine di una lunga indagine coordinata dalla Procura di Ascoli Piceno e condotta dai carabinieri della Compagnia di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Offida. Nei 18 mesi precedenti i militari avevano interrogato i colleghi dell'infermiere e acquisito le cartelle cliniche di alcuni ospiti della residenza socio assistenziale defunti. Secondo l’accusa, l’operatore sanitario in servizio presso la Rsa avrebbe somministrato volontariamente e senza averne facoltà  farmaci non previsti o medicinali prescritti ma in dosi decisamente superiori, che avrebbero portato alla morte di alcuni anziani e al serio rischio di decesso per altri. I decessi sospetti, in particolare, sono stati quelli di Lucia Bartolomei, Vincenzo Gabrielli, Domenica Grilli, Luigi Salvucci, Maria Antonietta Valentini, Lucia De Angelis, Teresa Vagnoni e Domenica Alfonsi.

L'infermiere avrebbe somministrato promazina, insulina e anticoagulanti in quantità eccessive. A far scattare l'inchiesta, nel settembre del 2018, era stata la denuncia di una Oss che si era rivolta ai carabinieri di Offida denunciando delle anomalie, successivamente riscontrate anche dagli inquirenti, secondo i quali presso la Rsa offidana ci sarebbe stato un "deciso picco di mortalità" nel 2017 e 2018 rispetto alle altre due strutture che si trovano in provincia di Ascoli Piceno. Da qui gli approfondimenti investigativi "con acquisizione di documentazione medica, indagini tecniche e ascolto di numerose persone; sentite anche decine di persone tra familiari di pazienti e personale sanitario".

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