Sono passati otto anni da quando Roberta Ragusa, 45 anni, veniva uccisa a San Giuliano Terme, poco dopo aver compilato la lista della spesa alla fine di un'ordinaria giornata. Tre sentenze del tribunale hanno decretato che a uccidere la mamma di due figli è stato l'allora marito, Antonio Logli, oggi in carcere per omicidio e occultamento di cadavere. Logli, 56 anni, di cui sette passati in attesa del verdetto definitivo, continua a proclamarsi innocente e annuncia la richiesta di revisione del processo, mentre i figli Alessia e Daniele vivono le loro vite nella villetta di via Dini, dove a occuparsi di loro c'è Sara Calzolaio, 35 anni, la donna per cui, secondo la sentenza, Antonio Logli ha ucciso Roberta.

Secondo quanto ricostruito dai giudici, infatti, fu per poter vivere una nuova vita con la giovanissima amante, senza affrontare le conseguenze finanziarie di un divorzio dalla donna con cui aveva intrecciato beni e interessi, che Logli uccise. Per comprendere cosa accade nella casa di campagna alla periferia di Gello (Pisa), torniamo ora alla notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012, quando Roberta è stata uccisa. Erano passate le 23, Alessia e Daniele erano andati a dormire, Roberta, già in pigiama, attendeva alle incombenze di casa e preparava la lista della spesa per l'indomani. Antonio, invece, si era rifugiato in soffitta per la consueta telefonata clandestina a Sara, 28 anni, la sua amante.

Sara, orfana di padre, aveva iniziato una storia quello che allora era il marito della sua datrice di lavoro. La ragazza, infatti, era stata chiamata da Roberta a fare da babysitter ai due figli della donna e con il tempo si era guadagnata anche il ruolo si assistente all'autoscuola ‘Futura' che Roberta gestiva insieme ai suoceri. Era così entrata nella vita della famiglia diventando ben presto necessaria, sia a lavoro che a casa. Tra lei e Logli era nato subito un forte legame, tanto che la ragazza sognava un giorno di diventare sua moglie. Roberta, però, che con gli anni aveva accettato con amarezza il progressivo distacco del marito, non si sarebbe fatta da parte in silenzio. I beni, innanzitutto: la casa, l'autoscuola, le proprietà, tutto era nelle mani di Roberta e lei, che per dignità e carattere avrebbe lottato, era un ostacolo insormontabile a quell'amore.

La notte del 12, per la sentenza, è la notte in cui Roberta ha scoperto l'identità dell'amante del marito. Cosa avrebbe fatto? Sarebbe corsa a casa dell'amica per fare una scenata? Avrebbe cacciato il marito di casa, minacciando di rovinarlo? Non possiamo saperlo. Quello che sappiamo è che a Roberta non fu concessa alcuna scelta. Fu uccisa, secondo tre sentenze, quella stessa notte. L'assenza del cadavere  – che per anni ha alimentato il mistero (e l'alibi) della scomparsa – non verrà mai ritrovato. A circa un anno da quella notte gelida Sara Calzolaio si trasferirà nella casa di via Ulisse Dini dove un tempo viveva Roberta. Alle foto, riprese dalle immancabili telecamere della Tv, ci sono ancora le foto della bellissima Roberta.

Forse dopo otto anni sono state riposte in soffitta, ora che un giudice ha detto che Roberta è stata uccisa dal marito. I figli, intanto, vittime di questa immane tragedia, continuano a vivere le loro vite cercando di sopravvivere. Alessia, oggi 18enne si è fatta tatuare il nome ‘Roberta' sulla pelle. Daniele, invece, ha mantenuto un asciutto riserbo, sia sui social che in tv. A otto anni è l'adorata cugina Maria Ragusa, che per lei si è battuta al processo insieme all'avvocato Nicodemo Gentile, a ricordare ancora una volta Roberta con una foto su Facebook che si popola immediatamente di affettuosi commenti: ‘Roberta sempre nel cuore'. Anche e ancora di più dopo otto anni.