Orrore nel maceratese, dozzine di cani incaprettati e decapitati: si indaga su vendette o riti satanici

Decine di cani sono stati trovati morti, barbaramente uccisi, tra in una zona rurale tra Loreto e Porto Recanati, nelle Marche: gli animali, per lo più pastori maremmani, sono stati decapitati e in altri casi incaprettati, con le zampe legate con dello scotch. I corpi sono stati poi chiusi in sacchi neri per la spazzatura e gettati in una zona isolata ma frequentata ogni giorno da numerosi sportivi nei pressi del cavalcavia dell'Autostrada A14 e degli stabilimenti industriali della ex Pignone. Il bilancio è agghiacciante: i corpi di almeno cinque cani sono stati, tra cui cuccioli e maremmani adulti, sono stati rinvenuti ieri; stamattina sono stati poi trovati i resti di una dozzina di esemplari durante le indagini condotte dai Carabinieri Forestali.
Erano circa le 15 di ieri quando è stata fatta la prima macabra scoperta: a quell'ora una donna, volontaria dell’associazione Amici Animali Odv di Osimo, si trovava in zona per un sopralluogo di pre-affido insieme a un cane di circa un anno. È stato il fiuto del cucciolo a guidare l'accompagnatrice verso una scarpata dove, tra la vegetazione, è emerso il corpo di un pastore maremmano adulto, morto probabilmente da alcuni giorni. A insospettire la donna, tuttavia, è stato un particolare: l‘animale aveva le zampe legate con delle corde e il collo completamente reciso, coperto da un sacchetto di plastica insanguinato.

Sul posto, dopo l'allarme dato dalla donna, si sono subito portati i Carabinieri Forestali di Ancona e Macerata, la Polizia Locale, la Digos, i Vigili del Fuoco e i tecnici del servizio veterinario dell'Ast di Macerata, che hanno ampliato le ricerche scoprendo una situazione ancora più grave: chiusi in sacchi neri per la spazzatura c'erano altri quattro maremmani, tra cuccioli e adulti, tutti in avanzato stato di decomposizione e soprattutto incaprettati e decapitati. L'orrore si è poi rinnovato questa mattina quando, durante un nuovo sopralluogo, sono stati trovati altri sacchi neri con una dozzina di cadaveri di cani, anche in questo caso mutilati.
L'ipotesi per la quale propendono gli inquirenti è che gli assassini abbiano decapitato gli animali per asportare il microchip, rendendo così impossibile risalire ai proprietari. Restano tuttavia aperte piste più oscure legate a riti satanici o a vendette trasversali. Le indagini sono in corso e le prime risposte potrebbero arrivare dai filmati di videosorveglianza della zona.