Orario scolastico, si riaccende il dibattito. L’esperta: “Entrare più tardi per migliorare il rendimento”

Spostare anche solo di un'ora in avanti l'inizio dell'orario scolastico al mattino per permettere agli studenti di prestare maggiore attenzione durante le lezioni e apprendere meglio. Da tempo si parla di questa possibilità, in tutto il mondo, con alcuni istituti, specialmente negli Stati Uniti, che sono considerati pionieri. L'ultima – in ordine cronologico – è stata la Francia, dove la scorsa settimana l'ex ministra dell'Istruzione Anne Genetet ha firmato un appello pubblicato sul quotidiano Le Monde insieme alla ricercatrice Stéphanie Mazza, chiedendo che alle medie e alle superiori si entri non prima delle 9.
Il motivo? Le conoscenze scientifiche sulla cronobiologia, la disciplina che studia i ritmi biologici degli esseri viventi, indicherebbero da tempo – affermano Genetet e Mazza – che orari scolastici troppo anticipati, come le 7 o le 8 del mattino, non sono adatti agli adolescenti. Il che ha ovviamente riacceso il dibattito sulla possibilità di cambiare orario di inizio lezione anche in Italia, dove pure gli esperti sarebbero d'accordo, come abbiamo già accennato nella nostra Newsletter dedicata al mondo della scuola.
E come anche la dottoressa Simona Pellacani, neurologa dell'Azienda ospedaliera Meyer di Firenze, che a Fanpage.it ha spiegato perché anzi questa potrebbe essere molto più di una buona idea.
"Durante l'adolescenza si assiste a cambiamento nel ritmo circadiano rispetto al bambino e all'adulto. C'è un ritardo nella secrezione della melatonina e una ridotta pressione omeostatica del sonno che spinge l'adolescente fisiologicamente a posticipare l'orario di addormentamento", ci dice la dottoressa Pellecani, che aggiunge: "Questo è un meccanismo intrinseco a cui si aggiungono meccanismi estrinseci come il fatto che i ragazzi utilizzano il cellulare nelle ore serali oppure che si sono modificati i ritmi di vita, magari anche per via del carico di compiti o per lo sport, che fa si che restino svegli fino a tardi".
Ma gli adolescenti hanno bisogno di dormire almeno 8 ore a notte: "Molti di loro, pur andando a dormire tardi la sera, si svegliano molto presto per andare a scuola. Pensiamo a chi vive in grandi città come Milano o Roma: non fatichiamo a credere che molti di loro debbano alzarsi che è ancora buio per essere puntuali. Eppure, in questa fascia d'età il sonno è fondamentale affinché permetta un fisiologico sviluppo del lobo frontale e quindi di tutti i suoi meccanismi di regolazione sull'attenzione e sui disturbi del comportamento", continua.
Pellecani spiega anche che negli ultimi anni sono stati fatti degli studi a supporto di questa teoria. Tra questi, ce n'è uno condotto dalla Sapienza di Roma sugli studenti di una scuola superiore pugliese che per un anno sono stati divisi in due gruppi, uno entrava all'orario solito e un altro un'ora dopo. "I ricercatori si sono accorti che gli studenti alla fine andavano comunque tutti a letto alla stessa ora ma chi entrava più tardi aveva un miglioramento del rendimento scolastico e dell'attenzione. Più recentemente gli stessi aspetti sono stati confermati anche da una ricerca dell'Università di Zurigo. Per cui credo che questa proposta sia molto interessante e permetterebbe di adattare i ritmi della società a quelli fisiologici degli adolescenti", conclude.