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Ora legale permanente, la Camera dà il via libera all’indagine sull’impatto in bolletta e per la salute

“Con cambio dell’ora scontiamo gli effetti di un mini-jet lag sociale”. Lo spiega a Fanpage.it la Società di medicina ambientale, tra i promotori dell’indagine sull’ora legale permanente.
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Nei mesi in cui è in vigore l’ora legale dal 2004, i cittadini hanno risparmiato 2,3 miliardi in bolletta
Nei mesi in cui è in vigore l’ora legale dal 2004, i cittadini hanno risparmiato 2,3 miliardi in bolletta

Al via l’iter parlamentare per l'introduzione dell’ora legale permanente in Italia. La Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo della Camera ha infatti approvato l’avvio dell’indagine conoscitiva “sull'impatto dell'ora legale permanente sul territorio nazionale: effetti e ricadute sui settori”.

L'indagine era stata presentata lo scorso novembre su impulso della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), Consumerismo No profit e del deputato della Lega, Andrea Barabotti. L'annuncio dell'indagine arriva a pochi giorni dal cambio dell'ora che sposterà le lancette avanti di un'ora.

Raggiunto da Fanpage.it, il presidente Sima, Alessandro Miani, spiega: "Introdurre l'ora legale permanente ed eliminare il doppio cambio annuale dell’ora significa anche ridurre quel mini-jet lag sociale che ogni anno interferisce con sonno, attenzione, performance e adattamento psicofisico. È una misura favorevole alla salute pubblica soprattutto per i suoi effetti concreti sullo stile di vita dei cittadini".

Al via l'indagine conoscitiva sull'ora legale permanente

La discussione per giungere all'ora legale permanente trae origine dalla consultazione pubblica lanciata dalla Commissione Europea nel 2018, alla quale parteciparono 4,6 milioni di cittadini europei: l’84% si espresse a favore dell’abolizione del cambio d’ora. Nel 2019 il Parlamento Europeo approvò una proposta di direttiva per lasciare ai singoli Stati la libertà di scegliere tra ora legale o solare permanente. Il processo però si è arenato a causa della pandemia e delle divergenze tra i Paesi membri, lasciando il tema in sospeso.

Guardando alla discussione europea Miani sottolinea: "L’impostazione emersa è quella di superare l’alternanza obbligatoria e lasciare poi agli Stati la scelta se mantenere stabilmente l’ora solare oppure l’ora legale. In altre parole, il principio sarebbe europeo, ma la scelta finale sull’orario permanente potrebbe essere nazionale".

Oggi, quella discussione riprende in Italia. L'indagine si concluderà a giugno e fornirà i dati all'Italia per riportare la discussione nel dibattito nazionale ed europeo. Il passo successivo infatti saranno le audizioni di esperti chiamati a esprimere un proprio parere e presentare studi sugli effetti dell’ora legale permanente. A questo scopo interverranno i rappresentanti di istituzioni, autorità indipendenti, Commissione europea e Parlamento Ue, oltre alle associazioni di categoria come Confindustria, Confcommercio, Confartigianato; e le associazioni dei consumatori ed esperti del settore.

Il tema infatti riguarda sia l'economia che la salute pubblica, come si legge nel documento che dà il via all’indagine conoscitiva , secondo cui tutte le ricerche presentate in sede europea sono concordi nel ritenere che "l'abolizione del cambio di orario e l'applicazione di un unico sistema per l'intero anno comporterebbe un documentato risparmio energetico e un vantaggio per il mercato interno europeo e il trasporto".

"Con ora legale città più vivibili ed emissioni più basse"

Gli effetti più evidenti, secondo il presidente della Sima, si riscontrano sulla salute: "Sul piano neurobiologico, una maggiore esposizione alla luce naturale sostiene i meccanismi che regolano ritmo circadiano, tono dell’umore e benessere psicofisico. In pratica, più luce nel tardo pomeriggio e in serata significa aumentare l'attività fisica, vivere di più gli spazi aperti e mantenere una vita sociale anche dopo il lavoro o la scuola. La letteratura segnala che una maggiore luce serale è associata a un incremento dell’attività fisica quotidiana, in particolare proprio nelle ore del tardo pomeriggio. In più, avere luce nelle ore in cui le persone rientrano a casa significa anche maggiore percezione di sicurezza e migliore fruibilità degli spazi urbani".

Gli ultimi dati ufficiali forniti da Terna e riferiti all’Italia tra il 2004 e il 2025, indicano un minor consumo di energia elettrica dovuto all’ora legale di oltre 12 miliardi di kWh che ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di circa 2,3 miliardi di euro. Anche le emissioni di CO2 in atmosfera si riducono considerevolmente con l'ora legale: tra le 160.000 e le 200.000 tonnellate in meno all’anno, pari a quelle assorbite piantando dai 2 ai 6 milioni di nuovi alberi.

"va detto – ammette Miani – che una parte della letteratura cronobiologica ritiene più allineata alla fisiologia l’ora solare permanente. Ttuttavia, in un’ottica di medicina ambientale integrata, valutiamo in modo favorevole l’ora legale permanente considerando l’insieme dei benefici sanitari, sociali, energetici e ambientali attesi".

La decisione finale non può prescindere da una visione complessiva che tenga conto della sostenibilità energetica e della competitività economica, come si legge nella richiesta approvata alla Camera: "L'indagine conoscitiva che si intende avviare si pone i seguenti obiettivi: confronto tra modelli che prevedono cambio stagionale dell'orario o adozione dell'ora legale permanente e valutazione degli effetti socio-economici, delle ricadute sul tessuto produttivo del Paese in termini di potenziale risparmio energetico e aumento della produttività; analisi dei dati e della documentazione attualmente reperibile e delle valutazioni fornite dai soggetti auditi in Commissione; valutazione di una fase di sperimentazione con proroga dell'ora legale”.

"Ci aspettiamo che l’indagine confermi che l’ora legale permanente non è solo una misura organizzativa, ma una scelta con potenziali benefici ambientali, economici e sanitari, coerente con una visione moderna della salute pubblica e della prevenzione ambientale – conclude il presidente Sima – In quest’ottica, più luce nelle ore di vita attiva significa non solo meno consumi e più sostenibilità, ma anche città più vivibili, più movimento, più socialità e un ambiente quotidiano più favorevole al benessere delle persone".

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