Gli inquirenti vogliono capire quali siano state le ragioni che hanno spinto un giovane a togliersi la vita. Su Facebook, dove lo studente veniva chiamato gay e per questo deriso, adesso va in scena la rabbia degli amici: “La vostra ignoranza ha ucciso un ragazzo di 15 anni”.

Ancora un episodio di omofobia: stavolta sarebbe avvenuto a Caltagirone, in Sicilia, dove una ragazza lesbica è rimasta coinvolta in una rissa originata da una serie di insulti sulle sue scelte sessuali. Sul posto sono intervenuti polizia e carabinieri. La giovane è stata sentita dai militari dell’Arma, ma al momento non avrebbe ancora presentato nessuna denuncia. Secondo quanto hanno dichiarato alcuni presenti, sembra che la rissa – senza feriti – sia nata fra due gruppi di ragazzi che due sere fa si trovavano per strada nella zona nuova della città. La ragazza sarebbe stata chiamata a voce alta "al maschile", un atteggiamento che più volte era stata costretta a subire per strada e che avrebbe innescato la sua reazione.

Arcigay: "Fieri della reazione della donna"

A supporto della giovane donna è subito intervenuta l’Arcigay catanese con il suo presidente Armando Caravini. "Sono fiero della ragazza – ha dichiarato in una nota – perché non solo ha deciso di metterci la faccia, denunciando pubblicamente l’accaduto e diventando esempio per tanti/e che oggi hanno paura, ma per aver affrontato una situazione difficile. Ha portato con sé l'orgoglio di essere ciò che si è, dichiarando esplicitamente ‘sono fiera di essere lesbica'. Questa ulteriore violenza – ha aggiunto  il presidente di Arcigay Catania – ci fa comprendere quando sia indispensabile una legge contro l’omobitransfobia che a breve sarà discussa in parlamento e ci auguriamo approvata in fretta per colpire e punire i vigliacchi omofobi che agiscono contro chi vuole essere ciò che si è e amarsi alla luce del sole. Siamo già in contatto con la ragazza per dare tutto il sostegno di cui ha bisogno mettendoci a sua disposizione".