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Femminicidio Zoe Trinchero

Omicidio Zoe Trinchero, la mamma: “Mi obbligo a ingoiare la rabbia, devo sopravvivere per le sue sorelline”

Alla trasmissione Storie Italiane, la mamma di Zoe Trinchero, uccisa a Nizza Monferrato, racconta di “sopravvivere” e trattenere la rabbia per le figliolette più piccole. Chiede che sia riconosciuto il femminicidio e si rivolge ad Alex Manna: “Voglio la verità. Hai detto troppe bugie. Un no è un no”.
A cura di Biagio Chiariello
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Per la prima volta davanti alle telecamere di Storie Italiane, ospite di Eleonora Daniele, Mariangela Auddino ha provato a raccontare cosa significa svegliarsi ogni giorno dopo l’uccisione della figlia Zoe Trinchero, assassinata a Nizza Monferrato nella notte tra il 6 e il 7 febbraio dall'ex, reo confesso, Alex Manna.

"Io non lo so come lo sto affrontando, per ora sto sopravvivendo e mi impongo di respirare", ha detto. Non cerca parole elaborate: parla di sopravvivenza, di un dolore che si gestisce un minuto alla volta. "Ogni giorno mi obbligo a ingoiare la rabbia che sento perché sono tanto arrabbiata", ha aggiunto, descrivendo una tensione continua che deve trattenere per non esserne travolta, come aveva peraltro già fatto in occasione del funerale della figlia.

La forza, spiega, arriva dalle figlie più piccole. "Devo esserci soprattutto per le sorelline di Zoe che sono piccole e non è giusto che perdano anche la loro mamma". È un dovere che si impone, quasi una disciplina. Anche per questo tende a isolarsi: "Troppo spesso mi trovo io a consolare altre persone", racconta, spiegando perché preferisca restare in casa, "nella sua stanza", in quel luogo che oggi custodisce tutto ciò che resta della quotidianità di Zoe.

Zoe Trinchero
Zoe Trinchero

Quando la descrive, la voce cambia. "Zoe era l’essenza della vita: era luce e gioia. Era bella dentro e fuori". Non è solo un ricordo affettuoso, ma un modo per fissarne l’identità, per evitare che venga ridotta a un fatto di cronaca.

Sul fronte giudiziario, Mariangela è netta: "Certo che lotteremo per il femminicidio". E chiarisce un punto che per lei è centrale: "So che lui per lei è sempre stato un no, non le interessava minimamente. Un no deve essere un no punto".

Rivolgendosi direttamente ad Alex Manna, chiede una sola cosa: "L’unica cosa che voglio è la verità". Poi l’amarezza: "Basta bugie, ne hai dette tante. Mi hai mentito spudoratamente e io, nella disperazione perché non sapevo se era viva o morta, ti ho creduto". Il pensiero che la tormenta è sempre lo stesso: "Non sapere quello che è successo è la cosa che mi tormenta di più: cosa è successo? Ha sofferto o non ha sofferto?".

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