È un episodio inquietante quello denunciato nelle scorse ore da Vincenzo Marino,  uno dei testimoni chiave dell'accusa nel processo a carico di Innocent Oseghale, il cittadino nigeriano imputato per l’omicidio di Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa, violentata e fatta a pezzi un anno fa a Macerata dopo essere scappata da una centro di recupero della zona. Secondo quanto ha raccontato all'agenzia Adnkronos il legale dell'uomo, l'avvocato Maria Claudia Conidi, infatti, da quando Marino è diventato teste di accusa di Oseghale, la moglie sarebbe già stata oggetto di minacce e ora lo stesso Marino teme per la sua vita dopo che gli è stata anche revocata la protezione.

"La moglie è già stata oggetto di minacce, le è stata fatta recapitare una bambolina con la testa tagliata e la scritta ‘Fate questa fine'" ha rivelato l'avvocato, spiegando: "Marino verrà consegnato coattivamente in udienza. Gli ho consigliato di rimettersi alla clemenza della Corte, rappresentando le sue difficoltà, ha intenzione di collaborare, ma l’unica remora è la mancanza di protezione”. Vincenzo Marino infatti è un  pentito  di ‘ndrangheta già finito sotto protezione ma dopo alcune accuse la misura gli è stata revocata e ora l'uomo chiede di poter rientrare nel programma.

Marino si fece avanti con la Procura di Macerata per il caso dell'omicidio di Pamela raccontando di aver raccolto alcune confessioni di Oseghale in carcere a Ascoli dove per un brevissimo periodo i due furono detenuti insieme. Per questo ora sarà chiamato a testimoniare alla prossima udienza del 6 marzo davanti alla Corte di Assise di Macerata. Il suo legale però chiede  un rinvio della deposizione in attesa di una risposta concreta sulla riammissione al programma di protezione "per consentire a Marino di deporre in maniera più serena" in quanto con "la mente più lucida la deposizione sarà più lineare e proficua". L'avvocato ha rivelato di aver fatto una "richiesta accorata all'ufficio della procura della Dda di Catanzaro" e che vi è stato, "un intervento da parte della procura generale presso la Corte di appello di Catanzaro volto a far riammettere Marino al programma di protezione", ma si attendo ancora atti concreti.