Si decide oggi il destino di Innocent Oseghale, unico per imputato per l'omicidio della diciottenne Pamela Mastropietro, uccisa e fatta a pezzi un anno fa. Stamane le porte del tribunale di Macerata, dove avvennero i fatti, si sono aperte per la prima udienza del processo al cittadino nigeriano. Le accuse: violenza sessuale, omicidio, occultamento e vilipendio di cadavere.  Seduto nella gabbia dell'aula, indosso una felpa blu e dei jeans, chiuso nel silenzio, a pochi passi dalla mamma e dal papà di Pamela, Innocent Oseghale ha sempre evitato il loro sguardo.

Palloncini bianchi e striscioni: "Pamela vive"

Stamane ad attendere i familiari di Pamela, il papà Stefano Mastropietro, la mamma Alessandra Verni, suo fratello, l'avvocato Valerio Verni e gli altri familiari della ragazza c'era un stuolo di palloncini bianchi che sono stati fatti volare al loro arrivo in segno di affetto e vicinanza, mentre la folla gridava ‘Viva Pamela'. Stipati all'esterno del tribunale ci sono amici e concittadini dei Mastropietro, che da Roma hanno raggiunto il capoluogo marchigiano per manifestare il loro sostegno alla famiglia.

Mamma Alessandra: "Non ha agito da solo"

"Secondo me sul banco degli imputati dovrebbe esserci anche qualcun altro" e in questa vicenda "manca ancora un capitolo". Così la criminologa Roberta Bruzzone, consulente della famiglia Mastropietro. "Pamela ha incontrato delle persone che hanno approfittato di lei – sottolinea la criminologa – Mi auguro che sia fatta giustizia per Pamela per restituirle la dignità che è stata violata anche sui social". Dalla valutazione della criminologa, Pamela era "in uno stato di evidente minorata difesa. Nel momento in cui ha posto piede fuori dalla comunità era in condizione di estrema fragilità ed esposta a qualsiasi tipo di manipolazione". "Bene processo breve – ha detto invece mamma Alessandra riguardo al rito abbreviato – ma a patto che si tiri fuori tutta la verità, perché non è stato solo lui. Testimonianze? Ne abbiamo".

Il processo

Innocent Osegnale, in carcere da quasi un anno è rappresentato dagli avvocati Umberto Gramenzi e Simone Matraxia che avevano chiesto il rito abbreviato. La Corte di Assise di Macerata ha rigettato la loro richiesta di non ammettere la costituzione di parte civile del Comune di Macerata e del proprietario dell'immobile in cui è andato in scena il delitto.  In seguito agli accertamenti medico legali sul corpo della giovanissima Pamela, fu stabilito che il cadavere della ragazza era stato depezzato e ripulito con un acido per eliminare eventuali tracce genetiche.

Udienza il prossimo 6 marzo

Proprio sulla validità di alcuni di questi accertamenti si sono espressi i legali di Oseghale, che hanno intenzione di contestare l’utilizzabilità di esami fatti senza notificarli alla controparte. Oseghale è imputato anche per spaccio di stupefacenti in un altro procedimento. Proprio lo scambio di droga portò la giovane romana con problemi di tossicodipendenza ad incontrare il cittadino nigeriano. Oseghale, che ha una compagna italiana e una figlia, si è sempre dichiarato innocente sia per l'omicidio che per la violenza sessuali. Oggi in aula i suoi legali hanno negato anche la presunta confessione del delitto al suo compagno di cella. L'uomo, sarà ascoltato nell'udienza del prossimo 6 marzo.