Urla e proteste fuori dal tribunale di Macerata dove si celebra il processo per l'omicidio di Pamela Mastropietro, la diciottenne romana uccisa e fatta a pezzi lo scorso gennaio e il cui cadavere fu trovato chiuso in due trolley nelle campagne di Pollenza. “Assassino, mostro”, hanno urlato dei manifestanti – molti sono arrivati da Roma – all’imputato Innocent Oseghale, il pusher nigeriano di ventinove anni che deve rispondere di omicidio e di vilipendio di cadavere. I manifestanti arrivati per il processo a Macerata hanno esposto anche alcuni striscioni davanti al Palazzo di Giustizia. Il giudice dell'udienza preliminare ha respinto la richiesta di rito abbreviato avanzata dalla difesa di Oseghale, che gli avrebbe consentito di avere una condanna ridotta di un terzo. Il processo al nigeriano, che al momento resta l'unico imputato del delitto di Pamela, si celebrerà dunque in Corte d'assise con il rito ordinario a partire dal prossimo 13 febbraio.

Per i familiari Pamela non è morta per overdose – Innocent Oshgale, arrestato poco dopo il brutale delitto, ha ammesso di avere fatto a pezzi il corpo di Pamela Mastropietro, che nella sua versione sarebbe morta dopo avere assunto eroina in casa sua, in via Spalato a Macerata, dove era arrivata dopo essersi allontanata da un comunità di Corridonia per tossicodipendenti. All'inizio dell'udienza, a cui hanno assistito anche i genitori della vittima, lo zio avvocato ha depositato alcune perizie di parte, secondo le quali la diciottenne sarebbe stata sottoposta a un trattamento farmacologico che l'avrebbe resa particolarmente “resistente” all'eroina. La documentazione tenderebbe quindi a escludere l'ipotesi di un decesso per overdose.

Contestato anche il sindaco di Macerata – “Non abbiamo bisogno di ultras”, ha intanto commentato il sindaco di Macerata, Romano Carancini, a sua volta è stato contestato. “Pamela è forse un problema per la città?”, gli ha chiesto polemicamente qualcuno. Il sindaco ha però confermato che il comune si presenterà come parte civile al processo, assieme ai familiari di Pamela Mastropietro e al proprietario del palazzo di Macerata dove è morta la ragazza.

L'imputato chiede scusa alla famiglia di Pamela – In aula Innocent Oshgale ha letto una lettera di scuse alla famiglia della vittima: "Mi scuso con la famiglia e con gli italiani per quello che ho fatto, ma Pamela non l'ho uccisa io e spero che mi venga data una seconda opportunità". Dura la replica di Alessandra Verni, la mamma di Pamela che per la prima volta si è trovata faccia a faccia con l'uomo accusato di aver ucciso la figlia: "Ho incontrato lo sguardo di Oseghale e lui ha abbassato gli occhi. Le sue scuse per me sono una presa in giro".