video suggerito
video suggerito
Alessandra Matteuzzi uccisa a Bologna, ultime news

Omicidio Matteuzzi, la perizia dell’ex Giovanni Padovani: “Ha simulato la pazzia, non sente nessuna voce”

I risultati della perizia psichiatrica del killer di Alessandra Matteuzzi, 56enne uccisa a Bologna nel 2022: “Ha pianificato una strategia sul vizio mentale”. Inoltre non sentiva voci che gli dicessero cosa fare.
A cura di Biagio Chiariello
240 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Non solo aveva piena capacità di intendere e di volere nel momento in cui ha deciso di uccidere l'ex fidanzata Alessandra Matteuzzi, ma Giovanni Padovani avrebbe pure accentuato i sintomi psichici, fino alla simulazione, perseguendo la strategia difensiva del vizio di mente. Così hanno stabilito i periti Pietro Pietrini, Giuseppe Sartori, Cristina Scarpazza, incaricati dalla Corte d’Assise che sta processando l’uomo per omicidio pluriaggravato.

Il femminicidio di Bologna è datato 23 agosto 2022, quando la donna di 56 anni venne massacrata a colpi di martello sotto casa sua dall’ex calciatore.

I risultati della perizia psichiatrica di Giovanni Padovani

Nelle 130 pagine di perizia psichiatrica gli esperti hanno dunque stabilito che "il punteggio ottenuto dal periziando sia di gran lunga superiore a quello di pazienti psichiatrici in regime carcerario, mentre sia paragonabile a quello dei soggetti sani esplicitamente istruiti a simulare".

E ancora: "È possibile concludere quindi per la presenza di una generalizzata tendenza ad accentuare significativamente, se non francamente simulare, sintomi psicopatologici e neurocognitivi. Egli, infatti, riporta con alta frequenza sintomi neurologici impossibili e sintomi psichiatrici che sono estremamente rari in pazienti con reali disturbi".

Tutte respinte le ipotesi proposte dalla difesa: disturbo delirante, disturbo psicotico breve, schizofrenia o disturbo di personalità. Tutta la sintomatologia di Padovani (ipocondria, depressione, isteria, deviazione psicopatica, paranoia, schizofrenia) per gli esperti della Corte non è credibile perché "improbabile e bizzarra anche nei pazienti che realmente hanno psicopatologie".

Le ‘voci' che gli dicevano cosa fare

C'è poi la questione delle voci, che l'omicida avrebbe sentito e che l'avrebbero spinto a uccidere. Un fatto però riportato solo molti mesi dopo quanto avvenuto nell'agosto 2022, nei primi colloqui con gli psichiatri. Padovani, che intanto si è visto negare il trasferimento in una Rems, ne parla per la prima volta solo il 12 giugno 2023, durante il primo incontro con i periti psichiatrici.

Poi nel secondo colloquio, il 30 giugno, queste presunte voci assumono quasi il ruolo di movente dell’omicidio: "Mi rimbombavano nella testa e mi cominciavano a dire: ‘Aggredisci! Non capisci che è una trappola? Il martello, prendi il martello! Aggredisci! In quel momento le voci mi rimbombavano nella testa come se mi gridassero venti persone"

240 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views