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Omicidio Agostino, ergastolo per boss Madonia. Il papà: “Aspetto piena giustizia, poi taglierò la barba”

A Fanpage.it Vincenzo Agostino ha spiegato le sue emozioni dopo la condanna all’ergastolo in Appello al boss Madonia: è ritenuto colpevole di aver ucciso l’agente di polizia Nino Agostino e sua moglie Ida Castelluccio incinta del loro primo foglio il 5 agosto del 1989.
A cura di Giorgia Venturini
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Vincenzo Agostino, padre dell'agente di polizia Nino Agostino ucciso dalla mafia insieme alla moglie Ida Castelluccio incinta del loro primo foglio il 5 agosto del 1989.
Vincenzo Agostino, padre dell'agente di polizia Nino Agostino ucciso dalla mafia insieme alla moglie Ida Castelluccio incinta del loro primo foglio il 5 agosto del 1989.

Non si è mai perso un'udienza in Tribunale a Palermo Vincenzo Agostino. Ogni volta voleva assicurarsi che la memoria di suo figlio e di sua nuora restasse sempre viva. Ogni volta voleva accertarsi che si arrivasse alla giustizia e che venissero condannati il boss di Resuttana Nino Madonia e gli altri boss Gaetano Scotto e Francesco Paolo Rizzuto. Sono loro gli imputati del processo che fa luce sull'omicidio dell'agente di polizia Nino Agostino e di sua moglie Ida Castelluccio incinta del loro primo figlio. Morirono il 5 agosto del 1989 a Carini, a pochi chilometri da Palermo.

Da allora Vincenzo Agostino e sua moglie Augusta Schiera, venuta a mancare nel 2019, si sono battuti per arrivare alla verità. Oggi, a distanza di 34 anni, si è vicini a quella verità: lo scorso 5 ottobre la Corte d'Assise d'Appello di Palermo ha confermato la condanna all'ergastolo del boss Antonino Madonia, che aveva scelto di essere processato con rito abbreviato. Ora non resta che attendere la sentenza con rito ordinario a carico di Gaetano Scotto e Francesco Paolo Rizzuto. A Fanpage.it Vincenzo Agostino ha spiegato le sue emozioni dopo la condanna in Appello a Madonia.

Con la conferma all'ergastolo di Madonia si è sempre più vicini alla verità? 

Tre quarti di verità è stata fatta. Sono amareggiato però perché mia moglie non ha fatto in tempo a vedere questa verità. Non si può capire quello che abbiamo passato noi in 34 anni: ho perso un figlio, una nuora e il bambino che aveva in grembo. Trentaquattro anni di bugie e di depistaggi. Trentaquattro anni di sofferenza e ancora non è finita. Ora c'è una parte della verità, ma la vorrei tutta. In quei tempi c'erano tanti uomini corrotti dello Stato. Vorrei avere una piena giustizia.

La sentenza di questi giorni è stata una vittoria ma con l'amarezza di aver sempre perso perché mi manca mio figlio e mia nuora.

C'è anche un rito ordinario a carico di Gaetano Scotto e Francesco Paolo Rizzuto (questo all'epoca dei fatti era minorenne) che a breve finirà. Manca poco per arrivare a una sentenza?

Manca ancora questo tassello: spero che arrivi presto una sentenza perché non è normale che da 34 anni io non ho la faccia pulita. Avevo promesso che non mi sarei più tagliato capelli e barba finché non avrei avuto giustizia. Non è giusto che sia passato così tanto tempo.

Se arrivasse anche la condanna per Scotto e Rizzuto, si taglierà barba e capelli?

Se venissero anche loro condannati, sì me li taglierò senz'altro. Perché era una promessa e io le promesse le mantengo.

Se venissero condannati, anche tua moglie avrà avuto finalmente giustizia. 

Sì anche lei. Purtroppo lei ha sofferto tanto senza aver visto però la verità.

Al cimitero sulla lapide di sua moglie ha scritto: "Qui giace Augusta Schiera, mamma dell'agente Nino Agostino, una donna in attesa di verità e giustizia anche dopo la morte". Toglierà questa scritta in caso di una sentenza di condanna anche per gli altri due imputati?

Con molta probabilità sì.

Vincenzo lei non ha mai saltato nessuna udienza: dove ha trovato sempre le forze?

Sono sempre stato presente perché è importante ricordare chi era mio figlio. Non ne ho saltata mai una e non salterò quelle future. Se Dio mi darà la forza. Non sono stato solo: tante persone in questi anni mi hanno sostenuto per ricordare mio figlio sia in Italia che all'estero. In tanti hanno raccontato la sua storia nelle piazze e nelle scuole.

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