Screen da Telequattro Trieste.
in foto: Screen da Telequattro Trieste.

È stato pestato da due amici minorenni solo per averli invitati a indossare la mascherina. È quanto successo a Paolo Valenti, 74enne vigile urbano di Trieste, per questo soprannominato "Nonno paletta", che è stato spintonato e colpito con un pugno dai due giovani, di 15 e 16 anni, ai quali aveva detto di coprire il volto con la mascherina mentre erano a bordo di un bus. Ma l'attacco si sarebbe verificato, secondo una prima ricostruzione, una volta che i tre sono scesi dal mezzo. Al termine del suo servizio volontario di vigilanza davanti alla scuola elementare di via Zandonai, infatti, l'anziano è stato aggredito dai due ragazzi, che subito dopo sono riusciti a fuggire. Tuttavia, gli aggressori sono stati identificati poco dopo attraverso le immagini delle telecamere del bus e la testimonianza dei presenti. Fermati, dovranno ora rispondere in concorso del reato di lesioni personali aggravate.

Paolo, che dovrà sottoporsi anche ad un intervento chirurgico, ha riportato la rottura del setto nasale ma è stato giudicato guaribile in 30 giorni. È stato lui stesso a raccontare quanto subito ad una emittente locale. "Erano sulla linea 52 insieme a due ragazze — ha ricordato a Telequattro, tv di Trieste— ho detto loro di mettersi la mascherina e mi hanno risposto male". Poi, la situazione è degenerata. Quando pensava che fosse finita lì, se li è ritrovati vicino alla scuola elementare Rossetti, dove si ere recato per aiutare bambini e genitori ad attraversare la strada. "Quando sono scesi- ha continuato – mi hanno dato qualche spintone. Hanno aspettato che se ne andassero tutti. Avevo abbassato la paletta e la stavo mettendo via quando uno mi ha afferrato per il giubbotto e mi ha spinto, l’altro mi ha dato un pugno in faccia che mi ha fatto cadere all’indietro". Il "Nonno Paletta" ha infine sottolineato che più che il dolore fisico "mi fa male soprattutto l'idea di un gesto che non capisco. Faccio questa attività da 18 anni e ho sempre avuto un buon rapporto con tutti: bambini, insegnanti, genitori. Non ce l'ho con quei ragazzi ma voglio dire loro di stare attenti e di cambiare rotta, perché così si va incontro a qualche iceberg e si rischia di affondare. Sono preoccupato per loro".