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Non vanno a scuola e non sono vaccinati: due bimbi tolti alla comunità del ‘santone’ nel bosco a Cefalù

Due bambini di 7 e 11 anni sono stati allontanati sabato da un casolare nel bosco di Gibilmanna, nel cuore delle Madonie. Vivevano isolati con le madri in una comunità guidata da un “santone” tedesco, senza scuola né vaccinazioni. La Procura dei minori di Palermo li ha trasferiti in una casa protetta. Il caso ricorda quello della “famiglia del bosco” di Palmoli.
A cura di Biagio Chiariello
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immagine d’archivio
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Due bambini di 7 e 11 anni – uno italiano, l’altro tedesco – sono stati allontanati sabato scorso da un casolare umido e fatiscente nel bosco di Gibilmanna, sulle Madonie sopra Cefalù. Vivevano lì da mesi con le madri, dormendo su un materassino gonfiabile, senza mai aver frequentato la scuola né ricevuto vaccinazioni. La polizia giudiziaria della Procura dei minorenni di Palermo, su disposizione della procuratrice Claudia Caramanna, li ha trasferiti insieme alle madri in un’abitazione protetta di un familiare, in provincia di Palermo.

La comunità conta una quindicina di persone di varie nazionalità. Alcuni occupano villette in affitto nella zona, altri si spostano per l’Europa. Al centro del gruppo ci sarebbe un “santone” tedesco, figura carismatica su cui la Procura di Termini Imerese ha aperto un fascicolo per verificare eventuali responsabilità. Gli investigatori stanno ricostruendo spostamenti, dinamiche interne e contatti internazionali, anche con le autorità tedesche.

La situazione ricorda per certi versi quella della cosiddetta “famiglia del bosco” di Palmoli, in provincia di Chieti, dove una coppia anglo-australiana viveva isolata con tre figli in una casa senza utenze, lontana da scuola e servizi. Anche lì i minori sono stati allontanati per tutelare il loro diritto all’istruzione e alla socialità. Ma il caso siciliano presenta un elemento diverso e più inquietante: l’influenza di un leader spirituale intorno al quale ruota l’intera comunità.

Nel bosco di Gibilmanna la casa era sommersa da sacchi a pelo, barattoli e disordine. I bambini non avevano documenti e il loro vissuto appare segnato da un isolamento prolungato. Ora assistenti sociali e psicologi li stanno seguendo per ricostruire la loro storia e favorire un reinserimento graduale, a partire proprio dalla scuola.

Al momento i due piccoli restano con le madri in un contesto protetto, in attesa che il Tribunale per i minorenni convalidi i provvedimenti urgenti e valuti eventuali misure più strutturali, compresa la possibile decadenza della responsabilità genitoriale. Intanto gli accertamenti proseguono per capire fino in fondo la natura di questa piccola enclave nel cuore delle Madonie.

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