
Il delitto di Garlasco è finito anche a teatro. Dopo un anno dall'inizio delle nuove indagini sul caso e su Andrea Sempio, non bastano più i talk show televisivi, ora si può anche pagare un biglietto a teatro e aspettare che si alzi il sipario.
In calendario ci sono due appuntamenti teatrali dal titolo "Potresti essere tu – il caso Garlasco" a Napoli e a Milano. Sul palco – stando a quanto si legge dalla locandina – sarà il giornalista Mediaset Giuseppe Brindisi a tenere le redini della serata con la Iena De Giuseppe e i due avvocati di Alberto Stasi, De Rensis e Bocellari. E dagli ospiti la sensazione è che in questo "spettacolo" (o show, come lo si deve chiamare?) non si faranno riflessioni giuridiche a 360 gradi sul delitto di Chiara Poggi. Insomma, non si leggerà anche riga per riga la sentenza di condanna di Alberto Stasi. Quindi cosa si dirà? Sarà un monologo sull'innocenza dell'unico condannato per il delitto di Garlasco? C'è chi giura non sarà una arringa difensiva, ma resta il fatto che almeno il dubbio lo sollevi. Basta una locandina così dopotutto e la serata è assicurata.
Per avere tutte le certezze sullo show bisognerà attendere stasera per la "prima" al teatro Diana di Napoli: per partecipare il prezzo medio del biglietto è di 40 euro. Certo è che quel "potresti essere tu" lascia pensare che in carcere ci sia un colpevole di innocenza. Una persona qualsiasi, che potrebbe essere chiunque appunto.

Alla fine qualcuno direbbe che si fanno show su qualsiasi cosa, perché non anche su Alberto Stasi quindi? Tanto per invocare che il caos mediatico è colpa dei cronisti di tutti i giorni c'è sempre tempo. Serate come queste sono un'altra cosa.
Qui però il problema è la tempistica e quello che c'è di certo ora. Per ora c'è una sentenza di condanna in via definitiva nei confronti di un uomo che 19 anni fa ha ucciso la sua fidanzata. Per ora c'è un colpevole per femminicidio (anche se questo reato è entrato solo ultimamente in vigore) e non di innocenza. E c'è una indagine attuale nei confronti di Andrea Sempio per omicidio in concorso con Alberto Stasi o ignoti. Si vuole invitare le persone in due dei principali teatri d'Italia (a Milano è al teatro Arcimboldi il 4 giugno) con tanto di biglietto pagato per dire che c'è in carcere un uomo innocente? L'impressione è che a volte, in casi come questo di Garlasco, ci dimentichiamo della vittima.
Negli anni ci sono stati casi di mala giustizia in Italia? Sì. Allora che venga richiesta la tanto attesa revisione del processo a Stasi, che è quello che si attendono tutti. Che ci siano inquirenti che tornino a indagare su di lui. Che ci sia la corsa in aula di Tribunale per dimostrare la sua innocenza.
Intanto sui social è già polemica su questo spettacolo. La terza avvocata di Alberto Stasi, Elisabetta Aldrovandi, ha precisato: “Alla luce delle recenti strumentalizzazioni operate da alcuni organi di stampa, si rende necessario chiarire quanto segue. Il Dott. Brindisi, personalmente e senza altri protagonisti, ha organizzato un evento che prevede un monologo giornalistico (non una rappresentazione teatrale, quindi) sul processo contro la Stasi. L'evento si terrà in due date, a Napoli e a Milano. Ha chiesto agli avvocati di Stasi di partecipare come ospiti tra il pubblico, in modo del tutto gratuito e senza alcun rimborso per le spese di viaggio. Pertanto, non è prevista alcuna partecipazione a "spettacoli teatrali" da parte degli avvocati della Stasi. Inoltre, l'avvocato Bocellari non sarà presente nemmeno come ospite in nessuna delle due date sopra menzionate”.
Parole che lasciano pensare che la locandina sia sbagliata? Non resta che attendere stasera. Intanto a Fanpage.it uno dei due avvocati della famiglia Poggi, Francesco Compagna, ha tenuto a precisare: "Entro i confini del lecito, ciascuno è libero di fare le scelte professionali e giornalistiche che ritiene più opportune. Purtroppo viviamo in un'epoca in cui tutto è spettacolo e nel caso di Garlasco il Tribunale dei talk show sembra aver preso il posto delle aule di giustizia come mai era avvenuto in passato. Eppure, basterebbe leggere le sentenze, agevolmente reperibili su internet, per capire quanto questa narrazione sia distorta".