New Jersey, prof di 36 anni abusa di uno studente di 11 e resta incinta: incastrata dal DNA

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Una donna di 36 anni ha patteggiato davanti alla corte di Cape May per atti sessuali con un allievo iniziato ad adescare a 11 anni. La vicenda è emersa solo dopo anni grazie al test del DNA, mentre l’imputata rischia fino a cinque anni di carcere.

Per oltre cinque anni ha celato l'abuso dietro le mura domestiche della stessa famiglia che l'aveva accolta come un'alleata fidata, arrivando a dare alla luce una bambina concepita con un allievo di appena tredici anni. Si chiude con una confessione formale e un patteggiamento la vicenda di Laura Caron, ex docente di scuola primaria del New Jersey, che davanti ai giudici della Contea di Cape May ha ammesso gli atti sessuali commessi ai danni del minore dopo averne pianificato l'adescamento a partire dagli undici anni.

La scoperta della paternità tramite il test del DNA e l'arresto

Per anni Caron ha continuato a insegnare indisturbata senza mai destare sospetti: ad amiche e colleghi aveva semplicemente raccontato che il padre della bambina non faceva parte delle loro vite. La vicenda è rimasta sepolta fino al dicembre del 2024, quando il padre del ragazzo ha notato su Facebook una foto della piccola, rimanendo colpito dall'evidente somiglianza con il proprio figlio. La segnalazione inviata al dirigente scolastico ha fatto scattare le indagini e il test del DNA ha confermato ogni sospetto: il padre biologico era proprio il giovane, all'epoca appena tredicenne. Di fronte all'evidenza scientifica, nel gennaio del 2025 per l'ex docente è scattato l'arresto.

I termini del patteggiamento e le disposizioni del tribunale

Davanti al tribunale della contea di Cape May, Caron ha ammesso le proprie responsabilità, dichiarandosi colpevole di aver messo in pericolo il benessere di un minore attraverso atti sessuali. L'accordo di patteggiamento raggiunto con la procura ha ridotto sensibilmente la pena: per le accuse originarie di violenza sessuale su minore, l'imputata rischiava infatti tra i 10 e i 40 anni di carcere. Con l'intesa, la condanna massima scende a cinque anni di reclusione, accompagnata dalla radiazione permanente dall'insegnamento, dall'iscrizione a vita nel registro dei colpevoli di reati sessuali e dalla libertà vigilata a tempo indeterminato. Prima della sentenza definitiva, la corte ha disposto una perizia psichiatrica presso l'Adult Diagnostic and Treatment Center per verificare se le sue condotte siano state compulsive o reiterate.

La difesa della donna da parte della vittima

Parallelamente al percorso giudiziario, a far discutere sono state le dichiarazioni dell'ex studente, oggi poco più che ventenne, intervenuto pubblicamente a difesa della donna. Il giovane ha respinto qualsiasi accusa di abuso o manipolazione, sostenendo di aver voluto la relazione fin dall'inizio e chiedendo la cancellazione di ogni imputazione. Ha inoltre manifestato una forte rabbia nei confronti del padre per aver innescato l'inchiesta con la sua segnalazione,confermando una netta frattura familiare e lamentando l'impossibilità di vedere la bambina a causa delle restrizioni cautelari imposte alla donna. La lettura della sentenza è attesa per l'inizio di gennaio.

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