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Neonato morto in sala parto, otto sanitari indagati dalla Procura di Pordenone: domani attesa l’autopsia

Sei ginecologi e due ostetriche sono stat iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta aperta dopo la morte di un neonato a Portogruaro. Domani attesa l’autopsia: dovrà chiarire le cause del decesso ed eventuali omissioni dei sanitari.
A cura di Eleonora Panseri
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Immagine di repertorio
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Otto sanitari, sei ginecologi e due ostetriche, sono stati iscritti nel registro degli indagati nell'ambito dell'inchiesta sul neonato morto sabato scorso all'ospedale di Portogruaro, provincia di Venezia. 

Il bimbo era figlio di una coppia di Fiume Veneto e del caso si sta occupando la Procura di Pordenone. L'iscrizione, a quanto si apprende, sarebbe un atto dovuto in vista dell'autopsia che verrà eseguita nei prossimi giorni sul corpo del neonato.

In questo modo i professionisti coinvolti nella tragedia potranno nominare un proprio avvocato e dei consulenti durante l'esame medico legale. 

L'esame autoptico, accertamento tecnico irripetibile in programma domani, venerdì 16 gennaio, è stato disposto con l'obiettivo di ricostruire l'accaduto e chiarire le cause del decesso del piccolo, avvenuto in sala parto.

Stando a quanto si apprende, il pubblico ministero ha affidato l'incarico al medico legale Antonello Cirnelli, che sarà affiancato da Pantaleo Greco, direttore di Ginecologia dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara, e da Marny Fedrigo, anatomopatologa dell’Università di Padova.

Le indagini sono scattate quando il padre del neonato ha presentato un esposto in Questura a Pordenone, consegnando la documentazione relativa alla gravidanza della moglie, comprese visite ed ecografie effettuate anche in regime privato.

Alla coppia non sarebbero mai state segnalate sofferenze fetali significative. Il parto, secondo l'Usl 4, sarebbe avvenuto senza alcun problemi, osservando tutte le procedure del caso.

Ma un certo punto, subito dopo la nascita, il cuore del piccolo si è fermato. I periti incaricati dagli inquirenti adesso dovranno valutare se dagli accertamenti prenatali emergessero elementi tali da richiedere diverse scelte cliniche e se, durante travaglio e parto, vi siano state eventuali omissioni.

La Procura ha già acquisito la cartella clinica e la documentazione sanitaria prodotta dalla famiglia.

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