“Nel locale le uscite erano chiuse. Jessica? È scappata”: i feriti italiani raccontano la strage di Crans Montana

"Tutte le uscite di sicurezza del locale erano chiuse, nessuno ci ha dato indicazioni in quelle fasi". Nei giorni scorsi i feriti italiani della strage di Crans-Montana sono stati sentiti dagli investigatori e dalla Procura di Roma, che insieme a quella svizzera indaga su quanto accaduto la notte di Capodanno nel locale Le Costellation dove un rogo ha causato la morte di 40 ragazzi. Nei racconti dei feriti è emerso che "gli estintori non sono stati azionati e l'incendio è divampato in pochi minuti, non c'era materiale ignifugo". E sulla titolare del Jessica Moretti, presente nel locale, loro hanno risposto che era scappata subito. Lei è indagata per omicidio e incendio colposo insieme al marito e all'attuale responsabile della sicurezza pubblica del Comune, Christophe Balet, e al suo predecessore.
In Procura è stata trasmessa una prima informativa degli investigatori con i verbali di audizione dei primi ascoltati. Intanto sono stati messi sotto sequestro i cellulari dei feriti per procedere a brevissimo con l'estrazione forense di possibili video e foto di quella sera. Agli inquirenti inoltre i feriti italiani hanno spiegato come era organizzata la serata nel locale: "Chiedevano fino a 270 euro per una bottiglia di champagne e non c'erano divieti per i minori, potevano frequentare il bar e bere alcolici".
Ogni ragazzo però ha avuto la sua esperienza all'interno del locale. L'avvocato Piero Venturi, che è legale di Eleonora Palmieri, a Fanpage.it ha spiegato che la ragazza era arrivata al locale senza prenotare e senza pagare nulla prima: "Si è trovata una lunghissima coda di ragazzi che volevano entrare. Nonostante il locale fosse già pieno, il buttafuori continuava a fare entrare". E così è successo anche per Eleonora: "Una volta all'interno però non è riuscita neanche ad arrivare alla cassa, quando era vicino alle scale è scoppiato l'incendio. Lei si è accorta che una cameriera era corsa dal buttafuori e gli aveva detto qualcosa nell'orecchio: i due poi erano scattati insieme verso probabilmente la zona dove era scoppiato rogo. Ma nessuno ha urlato di scappare. Se lo avessero fatto molto probabilmente qualcuno si sarebbe potuto salvare e invece è rimasto intrappolato". Certo è che il buttafuori "sicuramente era stato avvisato di qualcosa di grave perché ha abbandonato l'ingresso e si è catapultato giù".
L'avvocato Venturi ha poi tenuto a precisare che la sua assistita ha spiegato che le porte della veranda del locale si aprivano verso l'interno rendendo quindi la fase di fuga ancora tutto più complicato: "Eleonora non ricorda altre porte, così come estintori o altri strumenti utili a spegnere il fuoco".