Multata di 3mila euro per un attacco di panico in treno, Trenitalia: “Cerchiamo una soluzione conciliatoria”
"L’azionamento del freno di emergenza in assenza di un effettivo pericolo è vietato. La relativa infrazione non può essere ignorata né può essere oggetto di deroga, quindi la sanzione prevista resta dovuta". Tuttavia, data la peculiarità del caso, si sta cercando di "individuare una soluzione conciliatoria". È questa la risposta di Trenitalia, affidata a Fanpage.it, in merito alla vicenda di Giulia F., la studentessa di 21 anni che lo scorso 12 giugno ha ricevuto una multa di 3mila euro per aver attivato l'allarme a seguito di un grave attacco di panico.
Il caso ha acceso un ampio dibattito soprattutto tra gli utenti che abitualmente usufruiscono dei servizi di Trenitalia, molti dei quali hanno espresso la loro indignazione per una fermezza giudicata eccessiva di fronte a una ragazza che aveva avuto problemi di salute. Giulia, iscritta a Firenze alla facoltà di Statistica e senza un proprio reddito, aveva raccontato a Fanpage.it di essersi trovata in uno stato di profonda alterazione psicofisica: salita su un treno regionale in sosta alla stazione di Chiusi (Siena) al solo scopo di recuperare il cellulare lasciato a bordo, aveva visto le porte chiudersi improvvisamente, separandola dai bagagli e dai documenti rimasti sulla banchina. "La separazione immediata dai miei beni ha scatenato un attacco di panico acuto e incontrollabile. Nel tentativo d'impulso di far riaprire le porte, ho azionato la leva d'allarme", aveva spiegato la 21enne, il cui grave malessere è stato successivamente documentato da un certificato medico che attesta un disturbo da stress acuto compatibile con l'episodio.
Ebbene, sulla vicenda Trenitalia ha inviato alla nostra redazione la propria ricostruzione ufficiale dell'accaduto. "In merito a quanto accaduto il 12 giugno 2026 a bordo del treno regionale 4111, partito da Chiusi-Chianciano Terme e diretto a Roma Termini – dichiara l'azienda – si precisa che, poco dopo la partenza, la viaggiatrice ha azionato indebitamente il freno di emergenza".
La nota prosegue dettagliando i minuti successivi allo stop del convoglio: "Il personale di bordo ha informato la Sala Operativa e, una volta ripresa la marcia, ha avviato le procedure previste per la contestazione dell’infrazione. Durante tali attività, la passeggera si è mostrata particolarmente agitata e, per consentire la gestione dell’episodio in condizioni di sicurezza, il treno è stato fermato presso la stazione di Fabro Ficulle. È stato inoltre richiesto l’intervento della Polfer".
Secondo Trenitalia, la priorità è stata garantire la sicurezza in una situazione concitata. "La situazione si è successivamente normalizzata e la viaggiatrice ha fornito le proprie generalità", continua l'operatore. "Il personale di bordo ha quindi proceduto alla contestazione dell’infrazione e all’applicazione della sanzione prevista, consegnando alla passeggera copia del relativo verbale. La viaggiatrice ha successivamente lasciato il treno e, a quel punto, l’intervento della Polfer non si è reso più necessario. Concluse le attività di gestione dell’episodio, il treno ha ripreso regolarmente la propria corsa verso Roma Termini".
La comunicazione di Trenitalia si chiude chiarendo la propria posizione formale rispetto alla multa da 3mila euro (importo massimo), già saldata dalla famiglia della ragazza al solo scopo di evitare azioni esecutive. L'azienda sottolinea la gravità del gesto dal punto di vista della sicurezza ferroviaria, escludendo, di fatto, la possibilità di applicare lo "stato di necessità" (Art. 4 Legge 689/1981) invocato dalla difesa della ventunenne. "L’azionamento del freno di emergenza in assenza di un effettivo pericolo è vietato. Il suo utilizzo improprio può determinare l’arresto del treno e mettere a rischio la sicurezza dei passeggeri e della circolazione ferroviaria. Per ragioni di sicurezza, pertanto, la relativa infrazione non può essere ignorata né può essere oggetto di deroga, quindi la sanzione prevista resta dovuta".
Tuttavia, dopo il silenzio denunciato nei mesi scorsi dalla famiglia ("Le comunicazioni inviate tramite avvocato non hanno mai ottenuto risposta", aveva dichiarato Giulia a Fanpage.it), si apre uno spiraglio per una possibile mediazione. La nota di Trenitalia, infatti, si conclude confermando che "l’azienda ha comunque avviato un confronto con il legale della passeggera per individuare una soluzione conciliatoria".