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Mose: Gup respinge patteggiamento per l’ex sindaco Orsoni, 4 mesi sono pochi

Il Gup ha rigettato l’accordo tra pm e difesa dell’ex sindaco ritenendo “la pena incongrua rispetto alla gravità dei fatti”.
A cura di Antonio Palma
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Niente patteggiamento per l'ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, arrestato e poi scarcerato per la nota vicenda del Mose che lo vede accusato di finanziamento illecito. Il Giudice per le udienze preliminari di Venezia, Massimo Vicinanza, infatti oggi ha respinto la richiesta di patteggiamento avanzata dai legali dell'ex primo cittadino veneziano dopo l'accordo con la Procura della Repubblica. Gli avvocati di Orsoni infatti avevano trovano un accordo con i pm che indagano sullo scandalo Mose, accordandosi per una pena di nove mesi, ridotta a 4 per le attenuanti generiche e il rito abbreviato, e 15mila euro di multa in cambio dell'assenso alla scarcerazione dell'indagato. Il gup di Venezia però ha ritenuto di non poter accettare l'accordo tra accusa e difesa in quanto i reati contestati a Orsoni risultano troppo gravi. Nel dettaglio il giudice ha motivato la sua scelta spiegando che "la pena è incongrua rispetto alla gravità dei fatti". In sostanza per il Gup 4 mesi di reclusione sono troppo pochi.

Il patteggiamento per Orsoni non esiste più, ora il processo

Giorgio Orsoni ha appreso la notizia dal suo legale, l'avvocato Daniele Grasso, perché non era presente in aula al Tribunale di Venezia al momento del verdetto del Gup. "Non so ora da dove si parta, prenderemo le decisioni assieme al mio assistito" ha commentato a caldo l'avvocato, aggiungendo: "Ci sono comunque le condizioni per affrontare un processo; il patteggiamento ormai non esiste più". Nessun commento ufficiale per ora da parte della Procura veneziana, anche se da indiscrezioni si apprende che i pm avrebbero preferito una pena certa oggi, seppur minima, rispetto ad una pena più pesante dopo il processo a Orsoni perché questa potrebbe non arrivare mai visto che vi è un alto rischio di prescrizione del reato.

Orsoni accusato di finanziamento illecito

L'ex sindaco Orsoni, eletto come esterno con il centrosinistra, è accusato di finanziamento illecito per aver ricevuto dal consorzio del Mose e in particolare da Mazzacurati ingenti fondi per sostenere la sua campagna elettorale alle elezioni comunali di Venezia nel 2010. Ad accusarlo è stato direttamente l'ex numero uno del consorzio che ha fatto il suo nome come persona a libro paga insieme a quello di tanti altri politici coinvolti dallo scandalo delle mazzette. Orsoni dopo la scarcerazione era stato abbandonato dal Pd e costretto alle dimissioni da sindaco della città, ma si è sempre proclamato estraneo ai fatti contestati dai pm.

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