Stefano Pernigotti, il "re dei gianduiotti", è morto ieri all'età di 98 anni nella sua casa di Milano. L'imprenditore era nato a Novi Ligure e nella città piemontese aveva costruito le sue fortune. Lì infatti il nonno aveva fondato la Pernigotti, azienda dolciaria, ma fu Stefano stesso a farne uno dei marchi italiani del cioccolato più importanti in tutto il mondo. Alla Pernigotti hanno lavorato generazioni di novesi: l'assunzione nell'azienda ha rappresentato per decenni una sicurezza dal punto di vista economico. Stefano Pernigotti era considerato un imprenditore illuminato, stile Olivetti, che si preoccupava dei lavoratori ma anche delle loro famiglie. Metteva l’interesse della comunità davanti al suo profitto.

Appassionato di caccia e di sport, soprattutto di calcio, Stefano Pernigotti ha sempre aiutato nel corso degli anni, da dietro le quinte, la squadra della città, almeno fino a qualche decennio fa, intitolando ai suoi due figli Paolo e Lorenzo un torneo giovanile di calcio che si è disputato per anni a Novi Ligure, e dove hanno giocato futuri campioni della serie A. La perdita prematura dei suoi due figli fu uno dei dolori più grandi della sua vita: morirono in un incidente stradale in Uruguay nel 1980. Stefano conservò la proprietà della Pernigotti fino al 1995 quando la cedette ai siciliani Averna. Diciotto anni dopo il passaggio ai fratelli turchi Toksoz con tutti i problemi recenti che l’azienda dolciaria ha dovuto attraversare, e che lo stesso Stefano Pernigotti ha seguito chiedendo informazioni; era naturalmente sempre rimasto legato e affezionato a quell'azienda che portava il nome della sua famiglia.