L’imprenditore Alessandro Invernizzi, noto nel mondo gastronomico e non per aver rilanciato l’Acqua Lurisia, è morto. 49 anni, nato a Milano ma cresciuto professionalmente nel Cuneese, combatteva da più di dieci anni contro la leucemia. Lascia due figli piccoli e Yara, la sua ex moglie. Da Milano, dove era nato nel 1971, la sua famiglia aveva acquistato   il famoso gruppo termale insieme al padre di Eataly Oscar Farinetti, ormai al tramonto, nel 1996, arrivando negli anni a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato fino a quando, nel 2019, l’azienda viene ceduta al Gruppo Coca-Cola. Prima di quell’operazione Acque Lurisia aveva triplicato il fatturato esportando le bottiglie in vetro con l’acqua delle Alpi Marittime in 42 Paesi nel mondo-

Ma Alessandro Invernizzi è stato anche uno dei simboli della lotta a quel terribile male con straordinaria forza e sempre con il sorriso sulle labbra. Il suo blog (www.18mq.it, come i metri quadri della camera sterile dove era stato costretto al ricovero dopo la diagnosi della leucemia) è un concentrato di riflessioni e memorie sull’importanza dell’amore, della felicità e della vita. Il 17 giugno scriveva: “Sono una persona normale, nella media. Non sono un genio, un visionario o una persona che da sola sa fare la differenza. Sono una persona come tante altre, forse con solo un po’ più di consapevolezza dell’importanza dell’avere vicino persone positive, con la voglia di fare e soprattutto di collaborare”. E concludeva: “Ho guidato per molti anni un’azienda, abbiamo affrontato tanti problemi e sfide. Non sempre abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti, alcune volte abbiamo commesso errori, ma alla fine siamo sempre riusciti a raggiungere il nostro scopo. Portare un beneficio alle persone. Ai nostri clienti e a noi. Questo è stato il motivo del nostro successo. Eravamo una squadra di valore…”.