E' morto questa mattina all'età di 85 anni Ovidio Jacorossi, imprenditore di lungo corso e grande mecenate, il cui ultimo dono alla collettività, il nuovo museo d'arte contemporanea Musja, è stato inaugurato a Roma lo scorso 8 ottobre. Da sempre promotore dell'arte contemporanea come strumento di creatività per l'individuo e per l'impresa nell'intento di renderla accessibile al maggior numero possibile di persone, Ovidio Jacorossi ha portato avanti un percorso parallelo tra cultura e azienda, impostando ogni scelta sulla profonda convinzione della centralità dell'essere umano e della sua sensibilità.

Ovidio Jacorossi, imprenditore e collezionista, aveva da poche settimane inaugurato il sogno di una vita, il Museo Musja a via dei Chiavari, a Roma, nell'area in cui il nonno aveva aperto la prima bottega nel ramo dell'energia poi diventata una grande industria che nel 1960 occupava un intero palazzo di sette piani all'Eur. "Musia – spiegava Jacorossi a Exibart – nasce proprio quasi nel punto preciso da quel piccolo negozio dove, negli anni Venti del secolo scorso, la rivendita del carbone inaugurava quella che sarebbe stata l’ascesa imprenditoriale della mia famiglia nel campo degli impianti e dei servizi energetici". Oggi il museo Musja custodisce la preziosa eredità culturale e la grande collezione del fondatore, composta da circa 2.500 opere – tra pitture, sculture, design e arredi – che sono esposte a rotazione in occasione di mostre dedicate o nell’ambito di progetti espositivi inediti.

Jacorossi era nato a Roma il 24 febbraio 1934 e dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza è stato fondatore e presidente dell’associazione Iniziativa Keplero, istituto per la promozione della cultura d’impresa, costituito nel 1982 senza scopo di lucro, cui hanno dato vita le società del gruppo impegnate in una filosofia imprenditoriale che pone l’uomo al centro del sistema economico.