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29 Luglio 2022
10:43

Morte Kristina Gallo, svolta nelle indagini: arrestato l’ex, donna soffocata per “smisurata gelosia”

Un uomo di 44 anni è stato arrestato in relazione alla morte di Kristina Gallo, 30 anni: l’indagato deve rispondere di omicidio aggravato dal fatto di aver commesso stalking nei confronti della vittima.
A cura di Davide Falcioni
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Era il 25 marzo del 2019 quando Kristina Gallo, 30 anni, venne trovata morta nel suo appartamento di Bologna: il cadavere giaceva da giorni nudo, a terra, e nell'appartamento era presente solo il cane della donna.

In un primo momento le indagini si sono orientate sulla morte per causa naturale, ma successivi approfondimenti investigativi hanno ricostruito un quadro decisamente diverso: quello di una relazione burrascosa, testimoniata anche da amiche e colleghi di lei, e il coinvolgimento del compagno della donna nella morte, avvenuta non per un malore come ipotizzato inizialmente bensì per asfissia meccanica.

Per questo, a distanza di più di tre anni, i carabinieri hanno arrestato il compagno 44enne di Kristina Gallo con l'accusa di omicidio aggravato dal fatto di aver commesso stalking nei confronti della vittima. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita nella serata di ieri dai carabinieri del nucleo investigativo del comando provinciale, coordinati dalla Procura.

La donna era madre di una bimba affidata al papà, aveva lavorato in un centro scommesse e aveva avuto negli ultimi tempi una relazione sentimentale problematica con l'indagato il quale, negando ogni coinvolgimento, all'epoca aveva riferito di aver interrotto il rapporto circa una settimana prima del decesso di Kristina.

Inizialmente la Procura aveva chiesto che il caso venisse archiviato ma il gip, anche su richiesta dei familiari della ragazza, aveva disposto ulteriori indagini di natura medico legale e tecnico scientifiche sul luogo del reato. Nel frattempo, il cadavere era stato cremato, mentre la casa dove la trentenne viveva in affitto, era stata restituita al proprietario.

Sono stati svolti ulteriori esami sui campioni biologici e genetici e sulla base dei nuovi elementi raccolti dagli inquirenti è stata anche ricostruita in 3D la scena del crimine da parte dei Ris. L'analisi dei tabulati telefonici ha confermato la presenza del 44enne nella casa anche nella settimana precedente la morte, smentendo quanto da lui affermato.

Tale circostanza è stata confermata dal ritrovamento delle chiavi dell'auto dell'indagato nella camera da letto dove giaceva il cadavere. Inoltre, malgrado il 44enne avesse disinstallato l'applicazione dal cellulare sono, stati acquisiti circa 6mila file audio da cui emerge la natura della relazione tra i due. Amici, colleghi e vicini di casa hanno confermato delle violenze fisiche e psicologiche subite da Kristina per quella che gli investigatori definiscono "smisurata gelosia" dell'indagato.

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