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Scomparsa Daniela Ruggi

Morte Daniela Ruggi, oggi nuovi accertamenti nella torre dove è stato trovato il teschio: si cerca il cellulare

Sono iniziati questa mattina gli accertamenti nei pressi della torre pericolante dove è stato ritrovato il teschio di Daniela Ruggi, scomparsa nel 2024 a Montefiorino. Nei prossimi giorni, chi indaga vorrebbe tornare all’interno della struttura pericolante, ma per ora si passa al setaccio la vegetazione attorno alla torre.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Daniela Ruggi
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Sono iniziati nelle prime ore della mattinata di oggi, sabato 7 febbraio, le verifiche sulla torre pericolante nella quale è stato trovato il teschio di Daniela Ruggi. Gli esperti, insieme all'anatomopatologa Cristina Cattaneo, che analizzerà il craniodella ragazza scomparsa il 18 settembre 2024 i cui resti sono stati trovati poche settimane fa, analizzeranno la vegetazione intorno alla torre alla ricerca di altri resti della giovane sparita nel nulla a Montefiorino dopo essere stata ricoverata per un malore dovuto a una visita degli assistenti sociali a casa sua.

Nelle prossime settimane, come riferisce la trasmissione Quarto Grado, gli investigatori che ora indagano per omicidio volontario contro ignoti cercheranno di entrare all'interno della torre pericolante, già oggetto di sei sopralluoghi prima del ritrovamento del teschio.

Nella torre, stando a quanto si apprende per ora, il cranio di Daniela Ruggi è stato trovato sopra una trave, ma a riporlo lì su sarebbero stati i due escursionisti che per primi hanno lanciato l'allarme dopo essersi accorti della presenza dei resti. I due avrebbero trovato il teschio a tera senza la mandibola e lo avrebbero riposto sull'asse in legno, accorgendosi solo dopo del pezzo di reggiseno e del groviglio di capelli. Questi due reperti non sono ancora stati analizzati.

Gli investigatori sono alla ricerca di altri resti umani, ma soprattutto del cellulare di Daniela, mai ritrovato dal settembre del 2024, quando la giovane è scomparsa. Il telefonino usato che le era stato donato dall'amico, indagato nei mesi scorsi per sequestro di persona, Domenico Lanza, era indispensabile per Ruggi, che non se ne separava mai.

Nonostante questo, il dispositivo non è mai stato trovato e chi indaga ritiene che possa essere da qualche parte nei pressi della torre abbandonata dove è stato rinvenuto il teschio. "Se potessi tornare indietro – ha dichiarato Domenico Lanza, lo "sceriffo" amico di Daniela indagato in questi mesi per la scomparsa della giovane – starei con lei nonostante i 30 anni di differenza. Le volevo bene, avrei voluto abbracciarla di più ma mi trattenevo". "Io non ho paura delle indagini. So che c'è un fascicolo aperto per omicidio adesso, quello che vorrei è che venisse trovato il responsabile. Vorrei che gli venisse dato l'ergastolo perché è ciò che merita una persona che fa del male a una ragazza come Daniela".

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