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12 Giugno 2021
09:11

Morte Camilla Canepa: la sua malattia non era indicata nella scheda per il medico vaccinatore

Camilla Canepa, 18enne morta in Liguria dopo la vaccinazione con AstraZeneca, soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare e assumeva una terapia ormonale. La patologia nella scheda anamnestica consegnata all’open day prima di ricevere la prima dose del vaccino non sarebbe stata indicata. Al vaglio degli inquirenti anche la cura ormonale iniziata pochi giorni dopo il vaccino.
A cura di Susanna Picone
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Camilla Canepa, la ragazza di 18 anni morta a causa di una trombosi pochi giorni dopo aver ricevuto la prima dose del vaccino anti-Covid di AstraZeneca, non avrebbe indicato le sue patologie sulla scheda per il medico vaccinatore, quella in cui bisogna dichiarare il proprio stato di salute e scrivere le proprie malattie e i medicinali che si assumono. A rivelarlo oggi è il Corriere della Sera. La studentessa, secondo quanto emerso ieri, soffriva di piastrinopenia autoimmune familiare (una malattia che ha come effetto un abbassamento delle piastrine) e assumeva una doppia terapia ormonale. Gli investigatori sono al lavoro per capire appunto se le due patologie fossero state segnalate nella scheda consegnata prima della somministrazione del vaccino contro il Coronavirus, il 25 maggio scorso, quando la ragazza si è messa in coda insieme a tanti coetanei per partecipare a un open day organizzato per gli over 18.

Secondo il quotidiano, appunto, la piastrinopenia nella scheda anamnestica di Camilla, recuperata dai carabinieri del Nas, non è indicata. Secondo le prime ricostruzioni, tra l’altro, ci sarebbe anche un altro evento che potrebbe aver avuto un ruolo nella catena di interazioni che hanno portato al decesso della ragazza. Camilla il 29 maggio aveva iniziato una terapia con altri due farmaci – uno a base di ormoni, il Progynova, e uno di estrogeni, il Dufaston – che secondo quanto ha spiegato una fonte sanitaria vicina alla vicenda comporterebbero un rischio trombotico. L’inchiesta della Procura di Genova dovrà capire quale sia stato il nesso di causa in questa sequenza di interazioni: le patologie, il vaccino a vettore virale, i farmaci.

Camilla si è sentita male un paio di giorni dopo aver iniziato a prendere quei farmaci: il 3 giugno va in pronto soccorso, a Lavagna, dove dopo una notte in osservazione la dimettono. Ma poi peggiora di nuovo e la sera del 5 giugno torna in ospedale a Genova, dove verrà sottoposta a due delicati interventi per la rimozione del trombo e poi per ridurre la pressione intracranica. Dopo il dramma, i genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi. "Un gesto ammirevole, un grande gesto d'amore", le parole del direttore generale del San Marino. Ieri il governo, a poche ore dal dramma di Camilla, ha deciso di imporre lo stop all’uso del vaccino AstraZeneca ai giovani dopo il parere del Cts.

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