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Covid 19
13 Agosto 2021
17:15

Monitoraggio ISS, 18 regioni a rischio moderato: incidenza alta in Sicilia, Sardegna e Toscana

Secondo il monitoraggio settimanale realizzato dall’Istituto Superiore della Sanità e dal ministero della Salute 18 Regioni e province autonome sono classificate a rischio epidemico moderato; le restanti 3 sono classificate a rischio basso. Quanto all’incidenza preoccupa la situazione in Sicilia, Sardegna e Toscana.
A cura di Davide Falcioni
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"Diciotto Regioni/PPAAA sono classificate a rischio epidemico moderato; le restanti 3 sono classificate a rischio basso". È quanto emerge dal Report settimanale realizzato dall'Istituto Superiore della Sanità e dal ministero della Salute sull'andamento dell'epidemia in Italia, i cui dati sono riferiti al periodo dal 2 all'8 agosto, aggiornati all'11 agosto. Al momento secondo gli esperti nessuna Regione o provincia autonoma  supera la soglia critica di occupazione dei posti letto in terapia intensiva o area medica. Il tasso di occupazione in terapia intensiva è in lieve aumento al 4%, con il numero di persone ricoverate in aumento da 258 (03/08/2021) a 322 (10/08/2021). Il tasso di occupazione dei reparti ordinari a livello nazionale aumenta al 5%. Il numero di persone ricoverate in questi reparti è in aumento da 2.196 (03/08/2021) a 2.880 (10/08/2021).

A preoccupare maggiormente sono oggi Sardegna, Sicilia e Toscana, le tre regioni che fanno registrare i tassi di incidenza più alti rispettivamente di 141,8 ogni 100 mila abitanti, 127,2 e 129,9. Il dato sulle incidenze rappresenta insieme a quello sulla saturazione dei reparti ospedalieri e delle terapie intensive, uno degli indicatori decisionali per le eventuali misure di contenimento e per il ritorno in zona gialla. Il valore nazionale – secondo i dati del Ministero della salute che accompagnano il monitoraggio settimale Covid che sarà reso noto oggi – è in crescita rispetto al precedente monitoraggio con 73 casi ogni 100 mila abitanti. Il valore più basso è in Molise con 20,9. Andrea Costa, sottosegretario alla Salute del governo, ha ricordato: "Non è un caso che nelle regioni con più basso numero di vaccinati ci sia il rischio di zona gialla, c'è un nesso diretto. Poi è chiaro che parliamo di isole con un aumento forte delle presenze nel periodo estivo, ma il dato da cui possiamo partire è che sono le isole dove c'è un ritardo nel ciclo vaccinale deve far riflettere su quanto è importante vaccinarsi. Mi auguro che sia un elemento in più per sensibilizzare i cittadini".

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