Molise, riattivata frana di Petacciato, autostrada e treni fermi: settimane o mesi per il ripristino

L'Italia si ferma a Petacciato, in provincia di Campobasso: può sembrare una battuta, o la citazione del romanzo di Carlo Levi "Cristo si è fermato a Eboli", ma è quello che sta davvero accadendo da alcuni giorni a questa parte, da quando cioè il maltempo che la scorsa settimana ha sferzato l'Abruzzo e il Molise ha riattivato la più estesa frana d'Europa – quella di Petacciato, per l'appunto – mandando in crisi i collegamenti lungo la dorsale adriatica.
A14 chiusa verso nord e sud tra Abruzzo e Molise
Sulla A14 Bologna-Taranto, si è resa necessaria la chiusura dei tratti tra Poggio Imperiale e Vasto sud verso Bologna e tra Vasto sud e Termoli verso Bari per una verifica tecnica a seguito dell'attivazione del sistema di monitoraggio, appositamente installato in corrispondenza del fronte franoso di Petacciato. A partire da Val di Sangro in direzione Bari è stato istituito il divieto di transito ai mezzi con peso superiore alle 7,5 tonnellate. Come se non bastasse la SS16 Adriatica nel tratto interessato non risulta percorribile. Ad aggravare la situazione, il crollo del ponte sul fiume Trigno lungo la statale 87, travolto dalle piogge che si si sono abbattute sulla costa. Sull’autostrada ieri si sono create code fino a 13 chilometri in direzione nord, in particolare nel tratto tra Poggio Imperiale e Termoli, e fino a sei chilometri in direzione sud, nel tratto tra Vasto nord e Vasto sud.
Autostrade per l'Italia consiglia: per i soli veicoli leggeri in direzione Bari, dopo l'uscita obbligatoria a Vasto sud, percorrere la SS650 Trignina, seguire le indicazioni per Isernia/Campobasso e successivamente per Termoli, con rientro in A14 a Termoli. Per i soli veicoli leggeri in direzione Pescara, dopo l'uscita obbligatoria a Poggio Imperiale, seguire la SS16 in direzione Termoli, quindi la SS650 Trignina in direzione Vasto, con rientro in A14 a Vasto sud. Per le lunghe percorrenze e per i mezzi pesanti diretti verso Bari, Autostrade consiglia di percorrere la A1 Milano-Napoli in direzione Napoli, immettersi sulla A16 Napoli-Canosa in direzione Canosa e proseguire verso Bari. Per lunghe percorrenze e mezzi pesanti da Bari, si consiglia di percorrere la A16 Napoli-Canosa in direzione Napoli, immettersi sulla A1 Milano-Napoli in direzione Roma e proseguire lungo la A1.
Chiusa anche la linea ferroviaria
Non va meglio a chi decide di optare per il treno. Come conferma il sito di Trenitalia, infatti, "la circolazione permane sospesa tra Montenero di Bisaccia e Termoli a seguito di un movimento franoso nella località di Petacciato. I treni a lunga percorrenza possono subire limitazioni di percorso o essere instradati su percorsi alternativi con aumento del tempo di viaggio. I tecnici di RFI sono presenti sul posto per avviare le operazioni di ripristino non appena le condizioni lo consentiranno".

Protezione Civile: "Settimane o mesi per una soluzione"
Chi dovesse pensare a un ripristino rapido della circolazione autostradale e ferroviaria è decisamente fuori strada. Come ha detto Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, "la situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese". "Se ci aspettiamo un ripristino in 5-7 giorni" dell'autostrada A14 e della linea ferroviaria "siamo fuori strada. Parliamo di un fronte di frana lungo 4 chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. È ovvio quindi che finché non si ferma non sarà possibile fare nessun tipo di ripristino infrastrutturale. I tempi saranno molto lunghi".
Ciciliano ha poi illustrato le prossime tappe della gestione dell'emergenza: "Domani (oggi, ndr) ci sarà un sopralluogo del professor Casagli, ordinario di geologia applicata all'Università di Firenze, per avere una prima valutazione di quella che è la consistenza del movimento franoso. Su questa frana – ha ricordato Ciciliano – era già in fieri la realizzazione di opere idrauliche per intercettare i flussi di acqua e evitare la riattivazione della frana, che però si è risvegliata prima che si potessero fare queste opere idrauliche. Continueremo su questo percorso, non ci sono alternative. Per poter tenere a freno la fragilità idrogeologica del nostro paese bisogna agire in condizioni ordinarie. Ora stiamo gestendo l'emergenza, ma l'attività di gestione del territorio si può fare solo in condizioni ordinarie", ha concluso Ciciliano.