Minestrone Selex richiamato dai supermercati per rischio chimico: l’avviso del Ministero

Un lotto di minestrone di verdure surgelate Selex è stato richiamato dai supermercati per un possibile rischio chimico per i consumatori. Lo comunica il Ministero della Salute attraverso il proprio portale dedicato agli avvisi di sicurezza e ai richiami di prodotti alimentari da parte degli operatori. Oggetto del ritiro dal commercio è il Minestrone 14 Verdure Surgelate venduto a marchio Selex nei vari punti vendita della Catena della grande distribuzione in confezioni da 450 grammi ciascuna.
Il minestrone surgelato richiamato è prodotto e confezionato per la società Selex Gruppo Commerciale S.p.A. dalla ditta Agrifood Abruzzo S.r.l. nel proprio stabilimento di Celano, in provincia dell'Aquila. Nel dettaglio, il lotto interessato dall'avviso è quello con numero L25265 data di scadenza o termini minimo di conservazione fissato al dicembre 2027.
Come spiega l'avviso di richiamo, datato 15 gennaio, il richiamo del minestrone che è stato disposto in via precauzionale allo stesso produttore per una possibile rischio chimico per i consumatori dovuto alla possibile presenza di alcaloidi del tropano oltre i limiti.
Le confezioni di minestrone oggetto del Richiamo sono state già ritirate dai banchi frigo dei supermercati ma per chi avesse acquistato il prodotto con lotto e scadenza sopra indicata, l'azienda consiglia di non consumarlo e di riportarlo al punto vendita dove sarà rimborsato. "Qualora aveste acquistato il prodotto, Vi preghiamo di non consumarlo e di riportarlo al punto vendita. Il prodotto sarà rimborsato. Per ulteriori informazioni si prega di contattare il numero verde 800 992 992. Ci scusiamo per il disagio" recita una nota del gruppo Selex.
Gli alcaloidi tropanici sono sostanze naturali presenti in alcune piante e per questo possono arrivare negli alimenti come i cereali. Questi però possono essere tossici per l’uomo se ingeriti in grandi quantità causando disturbi della salute. Sono stati responsabili in passato di diversi casi di intossicazione. Per questo l'Unione europea ne ha limitato la presenza negli alimenti.
