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“Mig*** Maledetta”, il nome del ristorante di Cesenatico è un caso, negata l’insegna, gestori: “Solo goliardia”

Una trovata scanzonata e goliardica per chi l’ha pensata, parole altamente offensive, sgradevoli e lesive per la dignità della donna per tanti altri a cominciare dal sindaco che ha chiesto di cambiarlo negando per ora l’autorizzazione dell’insegna del locale.
A cura di Antonio Palma
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Deve ancora aprire i battenti ma è già bufera sul nuovo ristorante di Cesenatico che presto aprirà al pubblico affacciato sul porto canale della cittadina romagnola. Al centro dello scontro il nome tutt'altro che comune scelto dai due gestori: "Mignotta Maledetta". Una trovata scanzonata, giocosa e goliardica per chi l'ha pensata, parole altamente offensive, sgradevoli e lesive per la dignità della donna per tanti altri a cominciare dal sindaco che ha chiesto di cambiarlo negando per ora l'autorizzazione dell'insegna del locale.

Tutto è cominciato nei giorni scorsi quando i due gestori hanno annunciato via social l'inaugurazione ad aprile del nuovo locale con menù a base di cacciagione con tanto di insegna rappresentata da un'anatra e un cuore e il discusso nome. Tra i primi a insorgere contro la trovata, il blogger ed ex consigliere comunale Davide Fabbri chi ha accusato apertamente il locale di essere sessista. "L’imprenditore titolare di tale attività ha scelto l’8 marzo scorso, giornata internazionale della donna, per lanciare i suoi proclami imbarazzanti: ‘sarà un posto del cuore; ti auguro di avere una “mig***** maledetta” nel tuo cuore’”, ha scritto Fabbri.

Anche il sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli, ha comunicato che non sarà autorizzato il nome sull’insegna del locale, per il mancato rispetto delle norme previste dall’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria e della Comunicazione Commerciale e ha chiesto di cambiarlo.

I gestori del locale però non sembrano affatto essere intenzionati a fare marcia indietro sull'dea e dopo aver ripiegato sulla semplice sigla M.M. come nome esterno sull'insegna, annunciano che nulla cambierà invece all'interno del locale. Quindi la scritta comparirà normalmente su menù, tovaglie e altro materiale. I due gestori sono chiari e respingono ogni accusa di sessismo sottolineando che all'esterno non comparirà più il nome mentre il racconto dell'idea alla base di tutto verrà fornito all'interno del locale. A loro dire, il termine è al singolare e non al plurale: non parla delle donne in generale ma “si riferisce a una sola persona, dentro una vicenda precisa che parla di rispetto e amore”  hanno spiegato a La Voce di Cesenatico, ricordando che l'appellativo dato alla donna non avrebbe offeso nemmeno la diretta interessata.

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