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“Mia figlia per tornare in Sardegna con la famiglia spende 800 euro. Io resto ma l’amore per l’isola costa caro”

“Vivere in sardegna significa pagare ogni spostamento e rinunciare alla libertà di muoversi”. Michela Schirru racconta a Fanpage.it il prezzo dell’insularità.
Michela Schirru
Michela Schirru

Fanpage.it sta raccogliendo testimonianze che raccontino le difficoltà di spostamento tra la Sardegna e il resto d'Italia. Se anche tu conosci questa esperienza, scrivici a segnalazioni@fanpage.it o scrivi qui.

"Mia figlia non tornerà più a vivere in Sardegna perché vuole essere libera di viaggiare e di muoversi tra le regioni, cosa che stando qui non potrebbe fare liberamente. Io amo la mia terra con tutte le sue asperità e la natura selvaggia, quindi resto, ma questa scelta mi costa cara". Michela Schirru spiega a Fanpage.it le difficoltà di restare vicina alla figlia a causa della scarsità di collegamenti e agevolazioni tra la Sardegna e il resto d'Italia.

Spesso chi vive in Sardegna lo fa per un grande amore verso questa regione, e non lo fa a costo zero. Rispetto a chi abita sul continente, i sardi sono chiamati a compiere scelte destinate ad allontanarli dai familiari. È successo anche a Michela, mamma e nonna sarda, che vive lontana dalla figlia e dalle nipoti. "Con due bambine per venire qui paga sempre almeno 800 euro di biglietto. Questa estate non verrà, si rifiuta di pagare così tanto".

La testimonianza di Michela: "La continuità territoriale è una presa in giro"

Michela Schirru ha 62 anni, è un'ex appartenete delle forze dell'ordine. È nata a Bari ma si è trasferita molte volte a causa del lavoro del padre nell'esercito. Durante la prima giovinezza è approdata in Sardegna e da allora h instaurato con l'isola un rapporto complesso che dura tutt'ora.

"Vivo a Cagliari da 30 anni. Prima vivevo fuori ma decisi di tornare perché avevo un bambina piccola – spiega – All'epoca ero separata, non sapevo dove andare, cosa fare, avevo bisogno dei miei genitori, quindi sono rientrata a Cagliari dopo aver giurato che non lo avrei mai fatto. Esattamente come sta facendo adesso mia figlia".

La figlia di Michela vive a Bolzano con il marito e la figlia, e a tornare in Sardegna non ci pensa proprio. "L'insularità costa cara, lo capisco. Ho speso moltissimo per dare la possibilità a mia figlia di raggiungere il padre che viveva a Bari, consideriamo che quando era piccola non esistevano neanche i low cost, per arrivarci doveva fare scalo a Roma".

"Da ormai quasi quindici anni vive fuori e non torna a stabilirsi qui a causa delle difficoltà oggettive che avrebbe. Costi elevati dell'aereo, traghetti scomodi, e molto altro. Conosciamo tutti gli escamotage per pagare meno ma nessun altro cittadino italiano è costretto a tutto questo. Mia figlia ha vissuto a Milano, Roma e Bolzano, e quindi ha paragonato la difficoltà di spostarsi in tutta Italia, e purtroppo non c'è paragone con i disagi di Cagliari".

Sono tanti i sardi che potendo scegliere vivrebbero vicino alla famiglia, o la vedrebbero più spesso, ma le condizioni non lo permettono. "Decidere di fare un viaggio all'ultimo momento è impossibile a causa dei costi dei biglietti. E non parliamo di continuità territoriale: è una presa in giro. Dovrebbe agevolare gli spostamenti per i residenti in Sardegna ma alla fine l'unico cambiamento concreto è lo sconto sul bagaglio. Ci sono voli low-cost che hanno prezzi inferiori a quelli dei biglietti con la territorialità".

"Strade dissestate e pochi voli: la realtà dei cittadini non è quella dei turisti"

"La Sardegna ha molte criticità, è bellissima, però, per i turisti che vengono al nord per vedere la parte più mondana è anche comoda. Per chi ci vive, soprattutto nella parte sud, è tutta un'altra storia". La realtà vissuta dalla maggior parte dei sardi non è quella dei turisti, e tocca anche la normale viabilità.

"In 62 anni di vita ho visto la Statale 131 sempre dissestata". Si tratta della Strada Statale 131 Carlo Felice (SS 131), la principale arteria stradale della regione che collega il sud e il nord dell'isola. Secondo Michela c'è una profonda differenza tra queste due aree.

"La situazione al nord cambia molto perché lì c'è la Costa Smeralda. Lì gli aeroporti di Olbia e Alghero offrono voli assurdi dall'altra parte del mondo. A Cagliari c'è una manciata di voli. Ma sappiamo il motivo, dove c'è la ricchezza si offrono servizi esagerati per persone che possono permetterseli".

A pagare il prezzo, però, sono i cittadini che la Sardegna la amano, e la vivono.

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