Mezzo milione di vaccinati al giorno per arrivare all'immunità di gregge entro la fine dell'estate, è questo l'ambizioso obiettivo del piano strategico del governo italiano contro la pandemia covid in cui un ruolo fondamentale lo avranno Protezione civile e Difesa. Proprio su questi due pilastri si basa infatti la strategia per accelerare in modo significativo la campagna vaccinale in tutto il Paese. Da qui si capisce anche la scelta di chiamare il generale Francesco Paolo Figliuolo come Commissario straordinario all'emergenza covid e la stretta collaborazione che ormai da giorni ha instaurato lo stesso alto ufficiale dell'esercitò con il nuovo numero uno della protezione civile nazionale, Fabrizio Curcio. Due organizzatori a cui spetta il compito di approntare le strutture e anche il personale per una vaccinazione di massa che si spera sia prossima da venire.

La Difesa pronta ad aiutare le Regioni in difficoltà

La Difesa dal suo canto ha già aperto ai cittadini alcuni hub inizialmente destinati alla vaccinazione delle forze armate o per i tamponi, come alla Cecchignola a Roma, a Caserta e in Calabria, ma insieme alla Protezione civile è pronta a intervenire con task force di supporto per aiutare le regioni più indietro con i vaccini. "La Difesa – come annunciato dal Ministro Guerini- è pronta a rimodulare, d'intesa con le autorità sanitarie, le attività dei Drive Through per concorrere, se necessario, alle vaccinazioni". Al momento infatti il nodo resta la disomogeneità della campagna vaccinale tra le regioni, alcuni delle quali molto indietro, e l'afflusso di fiale di vaccino anti covid. Se sul secondo punto  deve essere il governo centrale a garantire il rispetto dei contratati alle case farmaceutiche, si sta cercano ora di farsi trovare pronti al momento in cui le ci sarà una maggiore afflusso di vaccini anti covid.

Mancano i vaccini anti covid

Al momento però, nonostante le difficoltà per alcune regioni, nessun Governatore ha ancora avanzato richieste formali di intervento. Del resto al momento, secondo ammissione dello stesso generale Figliuolo l'Italia nel complesso ha già più capacità di somministrazione rispetto alle fiale di vaccino anti covid a disposizione. Questa settimana ad esempio l'Italia non andrà molto oltre le 200mila dosi di vaccino anti covid somministrate al giorno in base alla disponibilità di dosi attuali e quelle previste in arrivo nei prossimi sette giorni. A quanto si apprende, già attualmente la capacità di inoculazione nelle varie strutture del Paese sarebbe invece già di circa il doppio rispetto alle quantità di fiale a disposizione. A livello nazionale, dall'inizio del mese di marzo, in effetti il numero di punti vaccinali è cresciuto di circa il 25%. A mancare sono quindi organizzazione per alcune categorie  come gli over 80, di cui solo il 15% ha avuto tutte e due le dosi, e le fiale. Per questo si cerca di fare pressing per avere un altro anticipo da Pfizer, ma si spera anche nell'arrivo del vaccino senza richiamo della Johnson & Johnson da poco autorizzato da Ema e Aifa.