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Messina Denaro, arrestata la figlia dell’amante del boss: consegnava pizzini con la bimba di 3 anni

L’arresto di Martina Gentile, figlia di Laura Bonafede, è scattato alla luce del nuovo materiale investigativo raccolto dai carabinieri durante le indagini di questi ultimi mesi sulla latitanza del boss Matteo Messina Denaro. “Ho cresciuto una figlia che non è mia figlia biologica, ma per me è mia figlia, e mi ha dato l’amore di una figlia” diceva di lei il boss.
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A cura di Antonio Palma
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Nuovo colpo di scena nelle indagini sul favoreggiamento di Matteo Messina Denaro. I carabinieri hanno arrestato oggi Martina Gentile, figlia della maestra Laura Bonafede, la donna che per anni è stata sentimentalmente legata al boss Matteo Messina Denaro e considerata sua compagna. Martina Gentile è stata arresta oggi dai carabinieri del Ros in esecuzione di un ordine restrittivo emesso dal gip di Palermo per i reati di favoreggiamento e procurata inosservanza della pena con l’aggravante di aver favorito l’organizzazione mafiosa.

L’arresto di Martina Gentile è scattato alla luce del nuovo materiale investigativo raccolto dai carabinieri durante le indagini di questi ultimi mesi. Nei confronti della ragazza, infatti, la Procura aveva già chiesto la custodia cautelare quando era stata arrestata la mamma, lo scorso aprile, perché considerata una delle favoreggiatrici del boss morto lo scorso settembre. All’epoca il gip non aveva ritenuto che ci fossero indizi sufficienti.

Con la chiusura delle indagini della Procura palermitana, che ha portato anche all’aggravarsi della posizione di Laura Bonafede, sono emersi altri fatti a carico di Martina Gentile che hanno spinto il giudice a disporre il suo arresto. Secondo l’accusa, infatti, Martina Gentile, sarebbe stata una delle donne che gestivano lo scambio della corrispondenza del boss attraverso i pizzini.

Laura Bonafede e Matteo Messina Denaro due giorni prima dell'arresto
Laura Bonafede e Matteo Messina Denaro due giorni prima dell'arresto

Messaggi che sarebbero stati consegnati sfruttando la sua rete ma anche durante affari quotidiani mentre portava la figlioletta di due anni nel passeggino. Per i pm Gentile "è stata quindi uno degli ingranaggi indispensabili del sistema di comunicazione ingegnato dal latitante, grazie al quale questi ha anche potuto mantenere la indispensabile sponda di Laura Bonafede nella condivisione e gestione delle strategie mafiose sul territorio di Campobello di Mazara".

Per l'accusa, lo scambio di pizzini spesso avveniva con un altro tramite del padrino, Lorena Lanceri, finita in manette col marito nei mesi scorsi. Le due donne infatti avevano la possibilità di incontrarsi assiduamente come colleghe nello studio di un architetto ed ex assessore che però era estraneo ai fatti.

Del rapporto stretto tra Messina Denaro e Martina Gentile si sapeva già grazie ai numerosi pizzini trovati nei vari covi del boss, "Siamo una famiglia diceva lui" parlando della sua vita con Laura Bonafede e la figlia Martina. “Ho cresciuto una figlia che non è mia figlia biologica, ma per me è mia figlia, e mi ha dato l’amore di una figlia” si legge in un altro messaggio del boss alla sorella. “Fortunata a far parte della tua vita” scriveva invece la giovane indagata, in codice chiamata da Messina Denaro Tan o Tany.

Per l'accusa, condivideva con il padrino il linguaggio cifrato ideato per nascondere l'identità delle altre persone coinvolte nell'assistenza al latitante e curava le esigenze logistiche del boss. Nei cuoi confronti disposti i domiciliari in quanto madre di una bimba di tre anni. Nell'ambito della stessa operazione coordinata dalla direzione distrettuale antimafia, eseguire anche diverse perquisizioni nella provincia di trapani.

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