Era un uomo italiano il senza fissa dimora di 53 anni ucciso domenica sera con due colpi d'arma da fuoco da un agente di polizia di Mentone, in Francia: Renzo – questo il nome del clochard – aveva appena tentato di togliersi la vita e dopo essere stato salvato dai poliziotti si era scagliato con un coltello contro di loro, venendo poi "neutralizzato".

Gli agenti erano intervenuti dopo che alcuni residenti del quartiere di Carei della cittadina della Costa Azzurra avevano riferito che nella piazza, situata vicino alla stazione degli autobus di lungomare Maréchal Leclerc de Hautecloque, un senza fissa dimora stava minacciando di suicidarsi tagliandosi le vene, circostanza che tuttavia sarebbe ancora da verificare. Quando i poliziotti si sono avvicinati, il 53enne è avanzato verso di loro con il coltello. A quel punto uno degli agenti ha usato un taser per immobilizzarlo, ma Renzo ha afferrato i dardi dell'arma elettrica, liberandosene, per poi continuare a puntare in direzione della pattuglia. È stato allora che uno dei poliziotti ha fatto fuoco due volte, colpendolo al petto.

Inizialmente la polizia ha identificato il 53enne come un cittadino belga, ma il giorno dopo è emerso che in realtà si trattava di un italiano. Di lui, come detto, si conosce solo il nome, riferito da chi lo conosceva: Renzo. A Mentone è stato descritto come una persona socievole, non violenta, anche se con problemi legati all’abuso di alcol: è molto probabile che quando ha minacciato la pattuglia con il coltello fosse ubriaco. Sulla morte dell'uomo è stata avviata un’inchiesta dalla Procura di Nizza. È probabile che venga aperto anche un fascicolo dalla Procura di Roma, competente per i reati che coinvolgono cittadini italiani all’estero, al fine di accertare se la reazione della polizia sia stata corretta commisurata all'effettivo pericolo oppure spropositata rispetto alla minaccia rappresentata dal clochard.