Maxi incendio a Treviso, fiamme a Cordignano: distrutte tre aziende, colonna di fumo altissima

Un’enorme colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, si è alzata all’alba di lunedì 7 luglio in via Cal di Lana dalla zona industriale di Cordignano, in provincia di Treviso. Le fiamme, divampate poco dopo le 5.30 del mattino, hanno devastato l’azienda Tofano Srl, specializzata nella bonifica dell’amianto e nella produzione di coperture industriali e pannelli fotovoltaici. L’incendio si è poi rapidamente esteso alla controllata VintageWood, impegnata nel recupero e nella lavorazione del legname, e ha raggiunto anche la vicina ditta Lacca, nota per i suoi manufatti in vimini.
Sul posto sono accorsi tempestivamente una cinquantina di Vigili del Fuoco provenienti dai comandi di Treviso, Venezia, Belluno e Pordenone, coordinati da un funzionario tecnico. Con sei mezzi antincendio, un’autoscala e turni incessanti, sono riusciti a circoscrivere il rogo ed evitare che raggiungesse l’area degli uffici e altri stabilimenti adiacenti.
Distrutti quasi 2.000 metri quadrati di capannoni: preoccupazione per l'impatto ambientale
Secondo una prima stima, sono andati distrutti quasi 2.000 metri quadrati di capannoni. Fortunatamente non si registrano feriti, ma i danni materiali sono ingenti. In particolare, le fiamme hanno consumato in pochi minuti il frutto di 35 anni di lavoro: "Io e mio marito eravamo semplici dipendenti – racconta commossa Cinzia Soneghet, oggi titolare della Tofano e anche assessora comunale, come riporta Qdpnews – poi ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo costruito la nostra impresa. Ora è tutto andato in fumo".

Il figlio dei titolari esclude che l’incendio possa essere partito da un guasto elettrico: "Avevo staccato tutto in previsione del maltempo", ha spiegato. Proprio per evitare danni atmosferici, tutti i mezzi aziendali erano stati sistemati nei capannoni, finendo inevitabilmente distrutti dalle fiamme.
Sul luogo dell’incendio sono intervenuti anche i Carabinieri, il personale medico e i tecnici dell’Arpav, incaricati di monitorare la qualità dell’aria. Considerata la presenza di materiali potenzialmente pericolosi, tra cui una ventina di bombole di gas prontamente rimosse dai soccorritori, le autorità hanno invitato la popolazione a restare in casa, tenere le finestre chiuse e limitare le uscite, in attesa dei risultati delle analisi ambientali.
Le ipotesi sulle cause dell'incendio
Il sindaco di Cordignano, Roberto Campagna, si è recato sul posto insieme ad altri membri dell’amministrazione comunale. Le autorità stanno vagliando ogni ipotesi, anche se quella dolosa appare al momento improbabile. Le telecamere di videosorveglianza presenti nell’area sono state acquisite dai Carabinieri per ricostruire la dinamica del rogo e accertarne le cause.
"È difficile stabilire dove tutto sia cominciato – ha spiegato l’ingegnere dei Vigili del Fuoco, Francesco Cicirello – ma una volta innescate, le fiamme si sono propagate velocemente all’interno dei capannoni, attaccando anche l’azienda vicina". Un fronte di fuoco che ha messo a dura prova i soccorritori, impegnati per ore in una corsa contro il tempo per salvare il salvabile.
Al momento resta alta la preoccupazione per l’impatto ambientale causato dalla combustione di materiali industriali e legnosi. Le indagini sono in corso e solo nei prossimi giorni sarà possibile fare piena luce sull’origine del disastro e sui danni complessivi. Ma per molte famiglie e lavoratori di Cordignano, oggi, resta solo la desolazione di un’area produttiva ridotta in cenere.